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Domenica, 28 Aprile 2019 09:44

Il Festival di Sanremo diventa un musical

Dopo il debutto del 2018 è tornato a Milano - fino al 30 aprile al Teatro Manzoni -  Sanremo Musical, un viaggio in settant’anni di storia del costume italiano attraverso le più belle canzoni che hanno calcato il palco del Festival di Sanremo.

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La serata dei duetti rende più avvincente lo spettacolo ma gli ascolti non decollano. Davanti alla tv ci sono stati 9.552.000 telespettatori con il 46,1% di share.

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Sanremo 2019 mette il turbo e nella terza serata lo spettacolo entra nel vivo, nonostante gli ascolti siano inferiori rispetto alla scorsa edizione. Sono stati 9 milioni 409mila, pari al 46.7% di share, gli spettatori che hanno seguito la terza serata del Festival di Sanremo. 

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Una serata con meno canzoni in gara e più momenti di spettacolo permette a Sanremo 2019 di decollare dopo il tiepido debutto.  La seconda serata del Festival è stata seguita da 9,1 milioni di telespettatori, per uno share totale del 47,3%. Dati di poco inferiori a quelli dello scorso anno quando davanti al televisore c’erano 9 milioni 687 mila ascolti, pari al 47,7%.

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Puntuale come Natale, Pasqua e Ferragosto arriva anche quest'anno il Festival di Sanremo. Da stasera a sabato gli italiani resteranno incollati alla tv, anche chi negherà di aver visto un solo secondo di questo Sanremo 2019. 

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È il giovanissimo Lele il vincitore della categoria nuove proposte del 67° Festival di Sanremo, con il brano “Ora mai”.

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Sono già disponibili i biglietti per lo show della cantante Elodie all’Alcatraz del 26 aprile. La star di Amici sarà anche presto in gara al Festival di Sanremo.

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Leggere nell’anima di un Paese e dei personaggi che lo rappresentano nella continua ricerca della bellezza visiva: amore per la forma e per il suo contenuto,  questa la chiave estetica del cinema di Matteo Garrone, regista romano classe 1968, immerso nel valore dell’immagine sin dalla nascita - il padre Nico è critico teatrale, la mamma Donatella fotografa e figlia dell’attore Adriano Rimoldi – lanciato verso la regia dalla formazione pittorica. Il film diventa per il giovane Matteo un’occasione per sperimentare tutta la potenza figurativa del colore, della luce, dell’inquadratura come affaccio sul mondo. Le prime prove – “Terra di mezzo”, “Il caricatore”, “Estate romana” – sono frutto di questa ricerca che non si traduce però in astrazione, scegliendo di raccontare la realtà dal basso, quasi con approccio documentaristico, affondando lo sguardo nello scenario sociale contemporaneo, fino alle prime prove  attenzionate dalla critica italiana, “L’imbalsamatore” e “Primo amore” - ispirati ad episodi di cronaca - preludi all’affresco criminale di  “Gomorra”, che con la vittoria a Cannes nel 2008 consacra il talento registico di Garrone sulla scena internazionale. Attori non professionisti, insieme ad interpreti impegnati in teatro e cinema di qualità – su tutti Toni Servillo e Gianfelice Imparato – diventano luce e ombra plasmati dall’occhio della macchina da presa che racconta volti, corpi, ma soprattutto luoghi e atmosfere con un virtuosismo mai fine a se stesso, sempre complice della narrazione, indagatore al punto da accompagnare il pubblico dentro l’immagine, quella di un’Italia made in camorra e poi dell’ossessione mediatica in “Reality”, arrivato quattro anni dopo “Gomorra”. Non è più un sistema criminale a condannare le dolenti figure disegnate dal regista - con la collaborazione dello storico sceneggiatore Massimo Gaudioso – ma la finta verità del sogno televisivo, svenduto al centro commerciale in cambio della ragione. Resterà prigioniero di quel sogno senza più svegliarsi, intrappolato nel mondo deformato della celebrità, l’aspirante concorrente Luciano – denudato da Garrone nella sua fragilità senza bisogno di troppe parole grazie anche all’intensità dell’interprete Aniello Arena, ergastolano con una lunga esperienza di teatro al carcere di Volterra – mentre la vita continua a scorrere intorno a lui, piena di oggetti che riempiono con eccesso e ostentazione i vuoti di senso di una povera Italia vestita di illusioni. A noi di “Nerospinto” Matteo Garrone piace per il talento registico prestato al racconto dell’attualità con una ricerca di stile che vuole sempre raccontare un pezzo di vita, ci piace perché è una speranza per il cinema italiano di qualità.
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