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“È tempo” dei Cose Difficili: in uscita il 12 aprile il loro primo Ep omonimo. Intervista esclusiva al frontman Mattia Tenuta

“L'idea era di fare un prodotto di respiro strumentalmente internazionale, cercando di abbinare alla musica un cantato in italiano con un'impostazione non di classico cantautorato, ma con testi credibili da applicare a questo genere di beat”. Mattia Tenuta, voce dei Cose Difficili, racconta così il loro primo, omonimo Ep in uscita il 12 aprile in digital download con la Lumaca Dischi.

Un album in bilico tra R'n'B, nusoul ed elettronica, un perfetto equilibrio in contrapposizione al tema della precarietà - nel lavoro e nell'amore - che attanaglia i trentenni italiani di oggi. E che rappresenta il filo conduttore di “È tempo”, il primo singolo tratto dal nuovo disco. “È un brano che parla di noi, della nostra generazione e di ciò che stiamo vivendo” attacca Mattia, colonna del gruppo calabrese, precisamente di Cosenza, insieme al dj/producer Giuseppe Rimini aka Dj Kerò, a cui si è aggiunto ultimamente il funk del bassista Mario D'Ambrosio.

“Il titolo non è stato scelto a caso. Infatti 'È tempo' di ammettere di non avere più giustificazioni, di capire che la nostra generazione da un lato prende tempo per inseguire i propri sogni, ma dall'altro si rende conto che è proprio il tempo a mancarle. Ci siamo ritrovati improvvisamente in un periodo di flessione.

I nostri genitori, con il boom degli anni Sessanta, hanno visto crescere le proprie aspettative di benessere. Quelli che per i nostri nonni erano dei privilegi, per i nostri genitori sono diventati dei diritti. Ora però questi diritti stanno tornando ad essere dei privilegi. Insomma, stiamo vivendo l'esatto contrario di ciò che è successo ai nostri genitori”,

racconta Mattia che, dei Cose Difficili, è voce e addetto ai sinth.

“È tempo” dei Cose Difficili: in uscita il 12 aprile il loro primo Ep omonimo

C'è una salvezza da tutto questo?
Mia madre amava ripetere che ci sono due modi per reagire alle crisi, economiche ed esistenziali: farsi prendere dalla disperazione oppure convertire i problemi in opportunità. L'unico modo per farcela è non cercare scuse, assumendosi le proprie responsabilità e trasformando “quel limbo che mi ha reso cieco” in un “trampolino, la mia rinascita”, come cantiamo nel nostro singolo.

Da dove nasce il progetto dei Cose Difficili?
Dal fatto che siamo sempre in bilico, dal bisogno di dare una sterzata alla nostra vita umana e artistica. Il nome della band è un omaggio all'omonima canzone dei Casino Royale, che per noi è un punto d'incontro musicale e culturale oltre a essere legata a una persona, un amico che non c'è più e che amava questo brano: Stefano Cuzzocrea. Ognuno di noi lo conosceva in modo diverso e la sua scomparsa ci ha fatto avvicinare unendoci in questo progetto. In particolare, ci riconosciamo nel verso della canzone dei Casino Royale che fa “cose difficili da respirare, cose difficili da dirti adesso qui”, parole in cui ci identifichiamo molto.

Quali sono gli artisti che vi hanno influenzato di più?
Come formazione veniamo dall'underground milanese e torinese anni '90, quindi i Subsonica oltre naturalmente ai Casino Royale che hanno racchiuso tutte le cose che ci interessano, senza dimenticare la musica elettronica e tutta quanta la scena underground fino allo ska.

“È tempo” dei Cose Difficili: in uscita il 12 aprile il loro primo Ep omonimo

Parlaci degli altri brani del nuovo album... Rispetto a “È tempo” sono canzoni più di tipo personale, pezzi con cui volevamo dare una pillola della nostra idea musicale. “Tutto semplice” è una canzone marcatamente hip hop con un'impostazione old school, in “Ora che sono qui” domina l'elettronica mista a un beat incalzante mentre “Favola di plastica” è un brano di R'n'B internazionale. E poi c'è “Se fossi tu”, un pezzo molto anni '80 che deve parecchio sia a Luther Vandross sia a Curtis Mayfield.

Quando vi vedremo dal vivo? Stiamo lavorando molto sulla parte live e a breve sulla nostra pagina Facebook usciranno le date della tournée. Per ora l'unica cosa già pubblicizzata è l'apertura che faremo il 29 aprile al concerto di Serena Brancale presso il teatro Morelli di Cosenza. Per quanto riguarda i prossimi spettacoli dal vivo, non ci limiteremo a portare in giro le canzoni del nuovo Ep ma faremo anche reinterpretazioni a modo nostro di classici come “I say I'sto cca'” di Pino Daniele, “Balla balla ballerino” di Lucio Dalla, “Acqua e Sapone” degli Stadio e “Fragole buone buone” di Luca Carboni. Promettiamo alcuni sconvolgimenti armonici e melodici di queste canzoni riportandole all'interno del nostro ambiente musicale.

Chiudiamo in bellezza: sogni nel cassetto? Più che sogni un'ambizione: quella di suonare il più possibile live, portando avanti il nostro progetto e fregandocene di cose effimere come il numero di visualizzazioni su internet!

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Roberto Bordi

Roberto Bordi

Genovese classe 1989, vivo ogni giorno come se fosse il penultimo. Musica e cinema solo d'autore. Come il pesto.

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