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"Voglio restare fedele al mio scopo": Diego Fusaro al Mondadori OFF

È il filosofo del momento, allievo indipendente di Hegel e di Marx, intellettuale dissidente e non allineato, non è né di destra né di sinistra. È stato ospite al Mondadori OFF, la nuova rassegna di incontri con personaggi illustri dello spettacolo, diretta e condotta da Edoardo Sylos Labini e promossa dal Mondadori Store. È l'intervista del discusso Diego Fusaro.

Sei una classe 1983 e uno degli intellettuali più interessanti, insegni storia della filosofia a Milano, hai 35 anni e già con una bella carriera alle spalle. Com’era Diego Fusaro bambino? Ero normalissimo, così come ora sono un ragazzo normalissimo e spero di mantenere sempre una disperata vitalità nel mio modo di essere. Ero abbastanza ribelle già all’epoca: non accettavo le cose come sono perché sono.

Hai fatto il liceo classico, hai mai fatto occupazione o eri contro i ragazzi che occupavano? Mai fatta in vita mia. Ricordo che in quarta ginnasio dopo due mesi dall’inizio del corso di studi si fece occupazione, autogestione; fui l’unico a entrare in classe, in primo luogo perché non mi erano chiare le ragioni della protesta – non erano chiare nemmeno a chi la faceva – e in secondo luogo come forma di rispetto verso i miei che mi avevano accompagnato a scuola presto prima del lavoro.

Quando hai detto “voglio fare il filosofo”? Presi la decisione quando iniziai a leggere i dialoghi di Platone grazie al docente del liceo, il quale mi fece innamorare della filosofia. Successivamente ho letto tutti i dialoghi di Platone autonomamente e decisi che doveva essere l’orientamento generale della mia vita.

Nel tuo ultimo libro parli di “imperialismo sessuale”, cosa intendi? Essenzialmente il libro è costruito tra l’analogia del liberista in ambito economico e il libertino in ambito sentimentale. La mondializzazione che dopo il 1989 ha prodotto un nuovo ordine mondiale tipo americanocentrico, iper classista e turbocapitalistico, ha prodotto un movimento uguale e simmetrico: un movimento erotico che tende a far prosperare la figura del libertino, che è il liberista applicato all’ambito dei sentimenti e dei costumi. Il libertino vede nella famiglia un impedimento rispetto alla propria valorizzazione autoimprenditoriale di quella merce specifica, tale è considerata oggi, che è l’eros. Oggi prevale una forma di imperialismo erotico, quello in forza del quale un unico modo si presenta come giusto naturale e fisiologico con annessa demonizzazione di tutte le forme classiche e tradizionali dell’eros.

Che ne pensi del caso Weinstein? Penso che siano chiacchiere della società dello spettacolo e di superficialità, chiacchiere sulla base di equivoci. Vi è dell’altro nella vicenda: la questione è che oggi la giusta condanna delle molestie viene sovrapposta integralmente sempre di più su ogni pratica di eros tradizionale: ogni tentativo dell’uomo di corteggiare una donna, tende a essere demonizzante in quanto tale. Nel libro parlo a tal riguardo di svirilizzazione della società, coerente con il nuovo spirito del capitalismo che non ha più il proprio fulcro nel “machismo” vecchia maniera, ma è quello della new economy, un capitalismo femminilizzato. Il capitalismo dopo il 1968 - anno di ammodernamento capitalistico post borghese della società - procede ad un attacco frontale alla figura del padre inteso come figura della legge perché il capitalismo del libero costume e del libero consumo non è più basato sulla figura del padre padrone, ma sulla figura del consumatore che può tutto anarchicamente a patto che possa permetterselo economicamente. Il padre, come ci insegna la psicanalisi, è colui che disciplina il desiderio e coniuga la legge: se togli il padre resta solo il desiderare deregolamentato e illimitato. Le due facce della medesima medaglia: il liberista finanziario deregolamentatore a destra e a sinistra l’anarchico libertario dei centri sociali. Il capitalismo non ha bisogno del padre, ma deve metterlo in congedo imponendo una specie di matriarcato psicologico permanente in forza del quale rimane solo il desiderare illimitato che immediatamente si traduce in consumo; non deve esserci più la norma che limiti che nel nuovo ordine erotico si traduce in scene di ordinaria mercificazione e qui menziono celermente l’utero in affitto: emblema della mercificazione capitalista che riduce la donna a magazzino aziendale che ospita per conto di terzi merci assemblate tramite una sorta di “scelta alla carta” del consumatore.

Sei di destra o di sinistra? Sono ambidestro e ambi sinistro (scherzi a parte) teorizzo da tempo il superamento di questa dicotomia, oggi nella misura in cui la sinistra è più a destra della destra è difficile posizionarsi. Credo che oggi la dicotomia sia tra alto e basso, ovvero la contrapposizione tra il signore globale elitario di una meta classe cosmopolita apolide finanziaria e dall'altra masse nazionali popolari composte dalla vecchia classe lavoratrice e da una classe media. Subiamo l'attacco del signore elitario e ci stanno portando via tutto: riforma del lavoro, della scuola, perché siamo sconfitti sul piano simbolico significativo, guidati dalle mappe fornite dai dominatori. Bisogna riscontrare uno sguardo dal basso rovesciando la sintassi. Lo chiamano libero mercato, ma è libero cannibalismo. Bisogna ricategorizzare la realtà. Oggi si debba essere con il lavoro e contro il capitale, con il servo e contro il signore con i dominati e contro i dominanti.

Come ti vedi tra 30 anni? Non so come sarò tra trent'anni, non voglio fare previsioni, mi basta sapere come sono adesso e Hegelianamente 'Restare fedele al mio scopo'.

Redazione Nerospinto

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