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Cineteca Italiana presenta “Il mondo in una stanza. Piera Oppezzo poeta”

Un docufilm su una grande voce della poesia italiana contemporanea, quella di Piera Oppezzo: un’esperienza impervia, un capogiro intellettuale. Fondazione Cineteca Italiana presenta Il mondo in una stanza. Piera Oppezzo poeta presso Cinema Spazio Oberdan a Milano. Dal 14 al 18 marzo, in prima visione esclusiva.

Come sondare il mistero della creatività in poesia? Il docufilm Il mondo in una stanza, che Cinema Spazio Oberdan di Milano presenta giovedì 14 marzo - con la partecipazione del regista Luciano Martinengo e dei poeti Giulia Niccolai, Giancarlo Majorino e Giovanna Rosadini che leggeranno dal vivo alcune poesie - tenta di dare una risposta attraverso un percorso di ricerca esistenziale che ha come protagonista la misteriosa poetessa Piera Oppezzo, nata a Torino nel 1934, vissuta a Milano dal 1966 in poi e deceduta nel 2009 in totale solitudine in un convalescenziario sul lago Maggiore.

Nello stesso anno in cui ci ha lasciato anche Alda Merini: simpatica, debordante, popolare. Il contrario di Piera. Che è stata schiva, orgogliosa, ma soprattutto dimenticata. Riconosciuta come una delle voci più innovative (e difficili) della poesia italiana contemporanea era, infatti, una persona chiusa in un suo mistero, inscalfibile e difficilmente conoscibile, come avvolta in una bolla di affascinante lontananza.

Cineteca Italiana presenta “Il mondo in una stanza. Piera Oppezzo poeta”

Sarta (da ragazzina), commessa, dattilografa, collaboratrice editoriale (Einaudi, Rai, Feltrinelli, Guanda, SE), è stata anche parte attiva delle esperienze di quegli anni turbinosi: la politica (come militante extraparlamentare negli anni Sessanta), il femminismo (partecipando a un gruppo di autocoscienza femminista e organizzando con altre donne, a metà degli anni Settanta, il collettivo “Pentole e fornelli”, girando l’Italia con uno spettacolo di canzoni e testi vari), la vita in una casa occupata.

Pur avendo partecipato ai grandi sommovimenti politici di fine anni Sessanta, Piera non ha mai smesso di dedicarsi alla scrittura, che rappresentava da sempre la sua ragione di vita. Cercando di scoprire elementi chiarificatori della sua esistenza e la fonte del suo stile pietroso e implacabilmente coerente, il documentario di Martinengo va alla ricerca di chi l'ha conosciuta, o, per meglio dire, avvicinata nel corso degli anni.

A partire da un'infanzia di costrizioni e miseria, fino al sorprendente riconoscimento da parte di Guido Davico Bonino, Italo Calvino e Giulio Einaudi che la pubblicarono, giovanissima e sconosciuta, nella prestigiosa collana bianca Einaudi di poesia (L’uomo qui presente).

Cineteca Italiana presenta “Il mondo in una stanza. Piera Oppezzo poeta”

Fu poi autrice di altre tre raccolte di poesia, di due romanzi e di vari racconti, pubblicata dalle maggiori riviste italiane di poesia e inserita in antologie americane dedicate ai protagonisti della poesia italiana del Novecento. Fu apprezzata da poeti e scrittori come Vincenzo Cardarelli, Folco Portinari, Enzo Siciliano, Giancarlo Majorino, Goffredo Fofi, Adriano Spatola, Giulia Niccolai, Flavio Ermini, Franco Cordelli. Parte notevole della sua produzione, di grande valore, è tuttora inedita.

Nel documentario gli incontri rimandano da un capitolo all'altro di una vita, il cui filo resta misterioso. Le stesse persone che l'hanno frequentata ne conservano un ricordo intenso, spesso anche di passione profonda. Il suo esclusivo interesse per la scrittura, che si accentua negli ultimi anni, rasenta l'ossessione: intrecciandosi con il declinare della salute, la chiude in una solitudine senza rimedio. Il docufilm alterna le voci degli intervistati alle ombre di Piera Oppezzo che si muovono per la città e nel chiuso di una stanza.

Foto d'epoca e spezzoni di filmati fanno da contrappunto alle immagini moderne di Torino e di Milano dove i protagonisti vanno alla ricerca dei luoghi e delle atmosfere in cui Piera aveva vissuto. Ma il suo mistero non ha soluzioni né aperture: a parlare è solo la sua scrittura, con le sue allusioni a un rovello interiore, fitto di domande e consapevolmente senza risposta.

Calendario proiezioni:
Giovedi 14 marzo ore 21.15
Venerdi 15 marzo ore 18.15
Sabato 16 marzo ore 18.45
Domenica 17 marzo ore 15.00
Lunedì 18 marzo ore 18.30

Cinema Spazio Oberdan
Piazza Oberdan – Milano
Biglietto intero 7,50
Ridotto con Cinetessera 6,00
Gratuito per ragazzi dai 16 ai 19 anni

Martina Zito

Lucana di nascita, casertana per 16 anni e milanese d'adozione da 3.
Sono cresciuta a pane e libri, per cui le tre cose a cui proprio non posso rinunciare sono, nell'ordine: mangiare, sguazzare tra le parole, e bivaccare sul divano.
Pignola (sempre), pessimista (quasi sempre), chiacchierona (quando voglio)

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