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43° edizione del Festival della Valle d'Itria dove arte e teatro prendono vita con il Belcanto.

Il Festival della Valle d'Itria festeggia la sua 43° edizione dando vita ad opere conosciute e grandi nomi del panorama teatrale, con le straordinarie tecniche del Belcanto.

Il Festival della Valle d'Itria, dal 14 luglio al 4 agosto, quest'anno, dedica, quasi doverosamente, la sua 43ª edizione alla memoria di Rodolfo Celletti, proprio al centenario della sua nascita.
A Rodolfo Celetti, storico direttore artistico della rassegna, di grande talento e amato da molti, si deve l'intuizione su cui si basano, ancora oggi, le scelte culturali e artistiche di un festival impegnato in percorsi di ricerca e conoscenza sul Belcanto italiano.

Quattro secoli di teatro musicale italiano si snodano lungo il cartellone di questa 43ª edizione: da Monteverdi a Puccini, passando per Vivaldi e Verdi.
Un Festival che ci racconta, nei secoli e nella storia, il tumultuoso rapporto tra parola e immagine, dove registi, autori e direttori dotati di grande sensibilità artistica, donano linfa vitale alle opere, creando intrecci di tecnica, stile, espressione, sentimento messi a disposizione del grande pubblico.

In quest'edizione del Festival della Valle d'Itria, si alimenta lo straordinario atanor del recitar cantando, ovvero, si libera il maestoso potenziale espressivo riposto nel testo drammatico-musicale.
É il canto che prende forma e dà forma, come a dar fiato alle opere, come a farle respirare nel modo più naturale e quasi infantile.
Nulla è più concreto, tutto sembra sciogliesi nella leggiadria del canto e della voce soave, i quali sembrano spezzare persino la legge di gravità.
Ed è proprio qui, in questa dimensione nuova e smaterializzata, tutto, persino l'ineffabile o il puro astratto, diventa possibile trovando al sua espressione nella sua assenza: è questo lo straodinario dono che il Belcanto dona al teatro musicale.

In quest'edizione del 2017 del Festival della Valle d'Itria, che inizierà il 14 luglio, trovano spazio due giganti della tradizione italiana: Claudio Monteverdi e Antonio Vivaldi.
Di Monteverdi si è scelto di eseguire, nella cornice del Chiostro di San Domenico, una preziosa antologia dall'Ottavo Libro dei Madrigali, pubblicato nel 1638, a cui è stato dato l'emblematico titolo Altri canti d’Amor.
Con il Ballo delle Ingrate, unica e particolare forma di balletto semidrammatico rappresentato per la prima volta a Mantova il 4 giugno 1608, in occasione delle nozze di Francesco Gonzaga e Margherita di Savoia , sarà eseguito lo splendido Lamento della Ninfa, oltre al gioiello Hor che'l ciel e la terra, sonetto tratto dal Canzoniere di Francesco Petrarca.

Al secondo, Antonio Vivaldi, è riservata l'inaugurazione della 43ª edizione del Festival della Valle d'Itria, con uno spettacolo totalmente nuovo, realizzato in coproduzione con la Fenice di Venezia.
Proprio l'opera di Vivaldi più famosa, soggetto del capolavoro di Ludovico Ariosto, l'Orlando furioso, di cui lo scorso anno si è celebrato il mezzo millennio di storia, sarà il protagonista indiscusso e tanto atteso.

Oltre le opere, protagoniste prime del Festival della Valle d'Itria, grandi nomi di autori, registi, direttori, attori e artisti a tutto tondo dominano il palcoscenico e il dietro le quinte di un Festival che si preannuncia ricco di cultura e sorprese.
Innanzitutto, presenza di assoluto prestigio è quella di Monica Bacelli, al suo debutto al Festival della Valle d'Itria. Monica Bacelli, infatti, darà un prezioso contribuito ai personaggi di Ninfa e Venere, grazie alla suo magnifico talento e la sua vivace personalità musicale ed artistica.
Il team creativo a cui è affidato il progetto sull'opera vivaldiana è composto da grandi nomi e personaggi interessanti: Diego Fasolis, che torna al festival dopo la memorabile Rodelinda di Händel e l'Armida di Traetta; I Barocchisti, tra le compagnie più ammirate per le esecuzioni del repertorio barocco e, anche, il giovane regista Fabio Ceresa, premiato come "best young director" agli Opera Awards 2016 di Londra. Con lo scenografo Massimo Checchetto e il costumista Giuseppe Palella, uno dei più fantasiosi creativi del costume teatrale italiano, il giovane Ceresa è riuscito a dar vita ad uno spettacolo di vivida suggestione, che punta a fondere l'eleganza delle decorazioni tipiche dell'estetica teatrale italiana con una vivacità e drammaturgia molto personalizzata.
Mentre per l'opera dedicata a Monteverdi la guida musicale è, naturalmente, nelle mani di Antonio Greco, a capo dell'Ensemble barocco del Festival.

Quest'anno, in occasione della 43° edizione del Festival della Valle d'Itria, si è deciso di rendere più partecipi i giovani dell'Accademia del Belcanto "Rodolfo Celletti", che, ormai da sette anni, offre a giovani cantanti di tutto il mondo un percorso di alta formazione tecnico/artistica, guadagnandosi una posizione di assoluto rilievo in ambito nazionale e internazionale.
Infatti, per l'edizione del 2017 del Festival, si è pensato di affidare ai giovani dell'accademia un'opera di grande fama nel catalogo verdiano.
La scelta è ricaduta su un titolo su Un giorno di regno, ovvero il Finto Stanislao, la seconda opera di Verdi e la sua prima opera comica, e rimane l'unica, tolto il capolavoro Falstaff, che, tuttavia, "comico" non si può davvero definire. Un giorno di regno è anche l'opera in cui il giovane Verdi, a soli ventisette anni, si accosta alla grande tradizione belcantistica dell'opera comica italiana, in un periodo in cui Rossini, continuava a dominare la scena teatrale europea.
Lo stesso Rodolfo Celletti scrisse che, il modo migliore per cavare i valori di quest'opera, è quello di dare rilievo al carattere che la ricollega, senza mediazioni, alla tradizione belcantistica rossiniana.
Questo progetto, pensato per dare risalto e nuove opportunità ai giovani artisti che si affacciano al mondo del teatro e dell'arte in genere, è realizzato grazie a una coproduzione con la Fondazione Paolo Grassi, con il contributo della Fondazione Puglia e in collaborazione con l'Accademia delle Belle Arti di Bari.

L'edizione 2017 del Festival della Valle d'Itria propone nuovissime interpretazioni di straordinarie perle teatrali del mondo culturale e artistico italiano, toccando anche il teatro dialettale.
Grandi autori, quindi, da Verdi a Goldoni, domineranno la scena del Festival, in un programma tutto tricolore e fitto di appuntamenti emozionanti.

Il Festival della Valle d'Itria propone anche un Festival Junior, la popolare serata dedicata ai giovani interpreti.
Per questa serata in vista dei giovani talenti è stato un adattamento del capolavoro comico di Puccini, ideato da Davide Garattini Raimondi: C'era una volta... Gianni Schicchi!.

Naturalmente non mancheranno i consueti appuntamenti di Fuori orario e la mostra Amore e Marte - arte, immagini, visioni dalla Magna Grecia al Rinascimento, concludono la ricchissima offerta di questa 43ª edizione del Festival, che inzierà il 14 luglio.

Insomma, una vera e propria esplosione d'arte, cultura e italianità alla 43° edizione del Festival Valle d'Itria, dove giovani e grandi nomi del panorama teatrale ed artistico sono pronti ad emozionarci e farci vivere meravigliose avventure.

 

 

Per maggiori informazioni:
http://www.festivaldellavalleditria.it/

 

 

Serena Riva

Redazione Nerospinto

Sito web: www.nerospinto.it Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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