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Redazione Nerospinto

Redazione Nerospinto

URL del sito web: http://www.nerospinto.it

Creature di Nerospinto spingetevi a vedere questa drammatizzazione: noi amiamo le storie di dandy falliti, sognatori senza scrupoli e privi di qualsiasi senso pratico. In fondo non è capacità di Rameau quella di ribaltare le prospettive?

Il nipote di Rameau di Denis Diderot, capolavoro satirico della seconda metà del settecento, è la parabola grottesca di un musico fallito, cortigiano convinto, amorale per vocazione.

Nella sua imbarazzante assenza di prospettive edificanti, nella riduzione della vita a pura funzione fisiologica, riesce in maniera paradossale a ribaltare la visione del bene e del male, del genio e della mediocrità, della natura umana e delle possibilità di redimerla.

Rameau si è offerto attraverso i secoli come un nitido archetipo di libero servo, innocua foglia di fico per padroni a tolleranza variabile.

Scorgiamo dietro la sua perversità le paure del filosofo del perdere se stesso e i propri riferimenti etici nell'affrontare un primo embrione di libero mercato delle idee che intuiva stesse nascendo in quel turbolento e fervido scorcio di secolo.

Rameau manca dai nostri teatri dagli inizi degli anni novanta, un ventennio di profonde mutazioni nel corpo della nostra società civile, le sue contorsioni intellettuali quindi assumono nuovo e violento impatto e nuovi motivi di aspro divertimento.

Il nipote di Rameau

di Denis Diderot adattamento Edoardo Erba e Silvio Orlando

regia Silvio Orlando

con Silvio Orlando, Amerigo Fontani, Maria Laura Rondanini

clavicembalista Luca Testa

scene Giancarlo Basili, costumi Giovanna Buzzi

produzione Cardellino srl

Dal 26 febbraio al 10 marzo - Elfo Puccini, corso Buenos Aires 33, Milano - Mart/sab. ore  21.00, dom. ore 15.30 - Biglietteria: tel. 02.0066.06.06 - Prezzi: Intero € 30.50 - Martedì € 20 - Ridotto giovani e anziani € 16 - scuole € 12

TOUR: Pordenone 15/17 marzo, Monfalcone 18/19 marzo, Forlì 21/24 marzo e Teramo 26/27 marzo

Giovedì, 21 Febbraio 2013 12:01

The Following, i seguaci

Sempre più appassionante la serie The Following in onda in Italia in contemporanea con gli Stati Uniti. Molti i punti di forza che tengono alto l’interesse e il coinvolgimento degli spettatori, dalla straordinaria bravura degli attori protagonisti, Bacon e Purefoy, alla scelta delle location e delle singole storie da raccontare in ogni episodio.

In realtà la serie è scritta in evoluzione, gli eventi e le narrazione seguono quanto già detto e fatto vedere, come se ci si trovasse ogni settimana a leggere un capitolo nuovo del medesimo romanzo, solo che, a ogni nuovo episodio, lo spettatore scopre avvenimenti e persone nuove che contribuiscono al senso della storia ma soprattutto ne diventano determinanti (come la sorella dell’agente Ryan Hardy, apparsa solo negli ultimi due episodi e immediatamente diventata fondamentale per rivelare agli spettatori qualcosa in più sul protagonista della serie e sulla sua vita privata).

The Following, infatti, segue l’indovinata scelta registica della costruzione in flash back, dove la tensione e la suspense di quello che viene narrato al momento, comprese le scene di azione e di violenza, hanno sempre un fondamento e una ragione nella vita passata dei protagonisti e dei personaggi della serie.

Gli ultimi quattro episodi sono stati fondamentali, perciò, per conoscere la vita dei protagonisti prima del loro incontro, il legame che li unisce e l’occasione in cui l’agente Hardy e il serial killer Carroll si sono guardati in faccia la prima volta.

Altrettanto importante è stato conoscere la vita e gli incontri degli altri personaggi della serie, ovvero i following, i seguaci del serial killer che continuano a operare in un clima di violenza e terrore pur con il loro leader in carcere, proprio come se fossero estensioni fisiche e mentali del killer. Quello che viene mostrato allo spettatore è un gruppo di persone che prima di diventare membri della setta criminale di Joe Carroll avevano comunque una vita, dei legami familiari e un lavoro. Gente normale, comune e anonima, proprio per questo più facile da plasmare e più propensa a divenire parte di un progetto o di un gruppo. L’intelligenza del serial killer è tutta qui: scegliere da chi farsi seguire e obbedire. La prima e più pericolosa tra i seguaci di Carroll non a caso è Emma, Ragazza anonima e timida, con una madre opprimente e molto sicura di sé che non le risparmia umiliazioni e frecciatine ironiche e mortificanti. Quando Carroll incontra Emma, egli comprende subito che la ragazza ha le potenzialità per diventare la sua maggiore sostenitrice nel progetto criminale, la sua follow più importante, praticamente il suo “braccio destro”.

La incanta, la plagia, le insegna. E quando l’agente speciale Hardy cattura il serial killer, Carroll ha già il suo gruppo di seguaci, può contare su Emma e gli altri complici.

E infatti sono loro a coordinare tutti gli altri following e a perpetrare crimini e violenze.

The Following è scritto e diretto con grande maestria, e niente è lasciato al caso. E così risulta indovinata anche la scelta di presentare agli spettatori italiani sempre due nuovi episodi, uno in lingua italiana e uno in lingua originale con i sottotitoli. Una formula moderna e vincente che fa appassionare ancora di più alla serie e che permette di ascoltare la vera voce degli attori protagonisti, registrata in presa diretta nel momento in cui sono state girate le scene. Una vera chicca per intenditori.

 

Mercoledì, 20 Febbraio 2013 17:23

Toilet presenta La cattiva concubina

A principio di weekend, la redazione di NeroSpinto muove verso quel del Toilet Club per un Giovedì molto speciale: "ANTIBAGNO NEROSPINTO".

"La Fosca, in collaborazione con il magazine Nerospinto, ospita giovedì 21/02/2013 dalle ore 22.30, il tableau vivant "La Cattiva Concubina" magistralmente interpretato attraverso la danza di Maura di Vietri e la coreografia di Piero Bellotto."

Quasi come fosse un remake di "Addio mia Concubina" (Kaige Chen - 1993) prenderà vita, durante le serata, un conturbante turbinio di movimenti del corpo, ispirati alla danza contemporanea cinese; unamessa in scena che, tramite le delicate movenze della cattiva concubina, trasporterà i fruitori del salotto della Fosca in una rappresentazione  disadorna e asettica della carnalità, quasi criptica.

Dopo la rappresentazione Walter Zanca provvederà a ritemprare le menti stanche con le sue melodie distensive, proiettando gli ascoltatori in atmosfere tibetane corredate di canne di bambù e monti innevati.

 

Toilet Club

Via Lodovico Il Moro 171, Milano

www.circolotoilet.it

http://www.facebook.com/profile.php?id=1614086550&ref=ts&fref=ts

 

Mercoledì, 20 Febbraio 2013 16:01

We love The Vogue Talents Corner

Milano, capitale indiscussa della Moda, accoglie l’evento THE VOGUE TALENTS CORNER. Un progetto di Vogue Italia e thecorner.com che ha come obiettivo la promozione degli stilisti di talento.

Visto il successo della scorsa edizione,Vogue Italia ha deciso di dare nuovamente spazio alla creatività ed originalità di giovani designer in occasione della Settimana della Moda. Nella sede di Palazzo Morandi, in via Sant'Andrea 6 a Milano,  dal 23 al 25 febbraio,  11 brand emergenti presenteranno le loro creazioni. Abbigliamento, accessori e gioielli ideati e realizzati da giovani stilisti. Le creazioni degli 11 stilisti saranno in vendita sul portale thecorner.com a partire dall'opening del progetto.

23-25 febbraio 2013 Via Sant’Andrea 6 - Milano

Per informazioni: www.vogue.it/talents/vogue-per-i-giovani

La storia del tatuaggio è antichissima, la nascita del termine così conosciuto è dovuta al Capitano inglese James Cook che nel 1769, approdando a Tahiti, trascrive per la prima volta la parola Tattow (poi Tattoo), derivata dal termine "tau-tau", parola onomatopeica per descrivere il rumore prodotto dal legno sull'ago per bucare la pelle.

Si ritiene che già in epoca preistorica la pratica del tatuaggio fosse diffusa a scopo terapeutico, pitture funerarie dell'antico Egitto risalenti al 2000 a.C. testimoniano il suo utilizzo, così come è ormai appurato che i Celti  tracciavano i simboli delle loro divinità sulla pelle. In Giappone già dal quinto secolo a.C. si usava tatuare il corpo attribuendogli valenza magica o estetica, ma anche come pratica punitiva per i criminali. Durante l’impero romano il tatuaggio era usato per marchiare criminali e condannati; solo successivamente, in seguito alle battaglie con i britannici che portavano tatuaggi come segni distintivi d'onore, alcuni soldati romani cominciarono a tatuarsi la pelle. Fra i primi cristiani era invece diffusa l'usanza di manifestare la propria fede tatuandosi la croce di Cristo sulla fronte, pratica portata avanti fino all'undicesimo e dodicesimo secolo, quando i crociati portavano sul corpo il marchio della Croce di Gerusalemme per permettere, in caso di morte sul campo di battaglia, l'appropriata sepoltura secondo i riti cristiani.

Dopo le Crociate, il tatuaggio sembrò pian piano scomparire dall' Europa, mentre in altri continenti manteneva il suo status di pratica diffusissima senza cessare di esistere.

Fu solo nei primi anni del 1700 che i marinai europei tornarono a contatto con l’antica pratica attraverso le popolazioni indigene delle isole del Centro e Sud Pacifico, luoghi in cui il tatuaggio continuava ad essere praticato e possedeva un'importante valenza culturale. Poco più di un secolo dopo,a testimonianza del fatto che la pratica aveva ripreso piede, nel 1846 l’americano Martin Hildebrandt apriva il primo salone di tatuaggi nella città di New York, talmente popolare che la sua clientela includeva soldati di entrambe le fazioni della Guerra Civile. Sua figlia Nora, è ancora ricordata come la “Tattooed Lady” al Barnum and Bailey Circus.

Giunti quasi all’inizio del XX secolo, nel 1891, Samuel O'Reilly brevetta la prima macchinetta elettrica per tatuaggio, ispirata alla penna elettrica creata da Thomas Edison; il design delle moderne macchine per tatuaggi si ispira ancora alla sua macchinetta. I primi anni del ‘900 sono quelli degli uomini tatuati diventati personaggi d’attrazione nei grandi circhi americani, e per mezzo secolo i tattoo rimangono prerogativa di una parte discriminata e appartata della popolazione, quella delle minoranze etniche, dei marinai, dei veterani di guerra, dei malavitosi o carcerati, in contrapposizione ai valori e allo stile di vita della cultura tradizionale.

 

Nel corso degli anni la tecnica del tattoo ha continuato a diffondersi in lungo e in largo per il mondo, fino a raggiungere, soprattutto in quest’ultimo ventennio, grandissimo successo e diffusione. Le tipologie di tatuaggio più in uso sono quelle dei tattoo realistici; i tribali o maori polinesiani, ispirati ai tatuaggi tradizionali delle isole del pacifico; la tecnica Tebori giapponese; i tatuaggi biomeccanici, che rappresentano organi o membra umane fusi con elementi meccanici; la tecnica del lettering, tatuare frasi, nomi o parole;“old school” caratterizzati da linee nette e squadrate, grande uso del colore nero e dalla colorazione piatta e senza sfumature; “new school” , che si rifanno alla “vecchia scuola” utilizzando linee ancora più spesse e colori brillanti. I soggetti dei tatuaggi “old and new school” sono quelli della tradizione europea e americana: fiori, in particolare rose rosse, pugnali, cuori sacri, amorini, pin up e riferimenti al mare quali marinai, navi, sirene e ancore.

 

Ora che vi siete fatti un'idea su questa tecnica antica fatta di personaggi fantastici, colori e mostri immaginari, Nerospinto vi invita all’evento FREAKSHOW TATTOO in Via Bertini 11, Milano –Sabato, 2 marzo 2013, dalle ore 18.00 alle 22.00 per celebrare la BIG OPENING del nuovo salone di tatuaggi di Cristian il Principe dei Mostri, tatuatore old school, e Rita la Zia, professionista di ispirazione vintage e barocca (Cristian Gaudioli e Rita Pierantozzi).

Questo Sabato il Freakshow Tattoo vi darà la possibilità di entrare nella sua wonderland colorata e multiforme: un luogo dove il mondo del tattoo abbraccia l’universo del graphic design e della moda, uno spazio diviso in due, una location originale ambientata a circo dalle pareti a righe bianche e rosse, gli allegri motivi dei misteriosi tendoni circensi.

Grande apertura con musica, spettacoli di danza con corde shibari e ballerini, libagioni_ tre donne baffute serviranno zucchero filato cupcake, hotdog e altre prelibatezze_.

Dress code Freak, Circus, Black, Dark and Fetish are welcome!

Al look più "stupefacente" un buono omaggio tattoo del valore di 100 €

Inoltre i fortunati che riusciranno a fissare la data del proprio tatuaggio durante il party potranno godere di uno sconto esclusivo.

 

Freakshow Tattoo

Via Beertini 11, Milano

BIG OPENING  Sabato 2 marzo 2013,

dalle ore 18.00 alle 22.00

 

Per Informazioni:

Der Prinz 3477972884

Rita 3279092314

 

Parcheggio convenzionato: via Bertini 10 (1,5 €/l’ora).

 

 

 

 

Mercoledì, 20 Febbraio 2013 15:24

Milano Fashion Week is WHITE

A Milano tutti i negozi si preparano alla Settimana della Moda, pronta ad accogliere saloni, sfilate, party e “fashion event”.

La moda delle grandi firme internazionali, ma non solo: oltre alle griffe che hanno fatto la storia del fashion, sfileranno nella city milanese anche brand emergenti provenienti da tutto il mondo. Nel cuore di Tortona, punto di riferimento per buyer, giornalisti, fashion blogger a caccia di novità e tendenze, dal 23 al 25 febbraio, si svolgerà WHITE MILANO, la rassegna internazionale delle novità fashion, con aree dedicate a tutti i segmenti moda, abbigliamento e accessori donna, e uno spazio espositivo dedicato alla sfera beauty. Nell’area ex Ansaldo di via Tortona 54, diventata un vero e proprio “fashion&design district”, e negli spazi espositivi del bellissimo NH Hotel Milano, WHITE MILANO si prepara a presentare il meglio delle nuove tendenze moda.

 

23-25 febbraio 2013 Zona Tortona – Milano http://www.whiteshow.it/

Mercoledì, 20 Febbraio 2013 15:09

Fixed Gear, la nuova bicicletta fix pieghevole!

Non so voi, ma quando sento parlare di biciclette mi passano nella testa immagini veloci e disordinate della mia infanzia. Come non ripensare adesso all'eccitazione e alla paura di quando mi vennero tolte le rotelle? Lo so, adesso molti sconsigliano addirittura di mettere questi supporti alle bici dei piccoli, ma ai miei tempi era così, le bici per bambini avevano le rotelle, e, alla fine del primo giorno in cui dovetti farne a meno, finalmente mi sentii “grande”!

Bicicletta, l'oggetto, ma che dico, il gioco che ha caratterizzato l'infanzia di molti di noi, l'abbiamo amata, curata, aggiustata, a volte anche odiata, e alla fine abbandonata con il passare degli anni per essere sostituita il più delle volte dal motorino, dalla macchina e dai mezzi pubblici.

Sempre più spesso però, negli ultimi tempi, assistiamo alla rivalutazione della bici, tanto che sempre più persone la utilizzano per sfuggire allo stress del traffico, per fare un po' di attività fisica, o, diciamocelo pure, anche perché è tornata di moda.

Insomma, la nostra compagna di scorribande giovanili resiste ai tempi che cambiano, ed anzi, si tiene al passo coi tempi continuando a stupirci, venendo incontro ai più disparati bisogni che l'era di “una macchina a persona” ci richiede.

Magari in Italia molte delle innovazioni in campo ciclistico non sono ancora arrivate alle orecchie dei meno esperti, ma nel resto d'Europa, specialmente nei paesi del nord, dove l'utilizzo di mezzi alternativi alle auto è più diffuso, si assiste a geniali intuizioni e continui rinnovamenti tecnici, come nel caso della nuova Fixed Gear, la bicicletta pieghevole.

Al contrario delle normali bici, la Fixed può essere facilmente svitata per essere in questo modo piegata e portata molto più comodamente dove si vuole: sui mezzi di trasporto, in ufficio, in qualche angolo della casa, e, perché no, pure sotto il bancone del vostro pub preferito se avete gli agganci giusti.

Questo nuovo concept si sposa perfettamente con le nostre città dove non si trovano spesso piste ciclabili adatte ad arrivare in tutte le zone cittadine.

Questa ingegnosa intuizione è stata progettata dal designer inglese Philip Crewe, a cui è bastato adottare due snodi sul tubo orizzontale ed una ghiera a vite sul tubo obliquo del mezzo, una trovata semplice e funzionale che ha permesso di rendere una classica bicicletta per il tempo libero un veicolo adatto ad arrivare ovunque.

La caratteristica vincente di questo mezzo, oltre alla possibilità di ripiegarsi, è il design, che riprende quello delle comuni biciclette. L'efficienza dell'innovazione si unisce al buon gusto e rende la Fixed Gear molto più accattivante e gradevole alla vista delle biciclette pieghevoli brevettate in passato.

I bicicli trasportabili, al contrario di quello che si crede, non sono una trovata degli ultimi anni, le prime sperimentazioni infatti risalgono al 1848, quando l'inventore William Grout, un altro brillante inglese, decise di brevettare una bicicletta alta, con pneumatici pieni, alla quale era possibile smontare in quattro segmenti radiali la ruota anteriore, per essere riposti in una valigia triangolare. Questo mezzo, che all'epoca non riscosse pieno successo, trovò la sua massima applicazione durante agli inizi del XX secolo da parte dell'esercito svizzero, britannico ed italiano.

Oggi il mercato delle biciclette pieghevoli in Italia sta pian piano decollando grazie ad una maggiore coscienza civica ed alle restrizioni legislative sull'utilizzo delle automobili; adottare un mezzo alternativo ed ecologico, dunque, potrebbe diventare anche per noi un modo diverso e divertente per combattere ogni giorno la quotidiana guerra del traffico.

 

 

 

 

 

 

Martedì 12 marzo 2013 al Teatro Nazionale di Milano
Presenta
LES FOLLIES BURLESQUE   
Un monLesFoliesBurlesqueNerospintoGallerydo sempre più retrò!
Il Burlesque con tutti i suoi profumi e i suoi balocchi è diventato oramai uno spettacolo d’intrattenimento di fama internazionale che ha per protagonista assoluta la donna. Dall'ottocento ad oggi, dall'Europa agli Stati Uniti, quest’arte ha avuto diverse regine e ha saputo rappresentare stili diversi: dal Vaudeville alla Fan-dance, dall’ Exotica al Bump & Grind, da Gypsy Rose Lee a Sally Rand e Betty Page senza dimenticare l’influenza da una prospettiva europea con soubrettes come Mistinguett e Josephine Baker. Questo ultimo decennio ha visto l’Italia e l’Inghilterra condividere in gran parte la scena europea. Voodoo De Luxe, l’agenzia italiana pioniera del settore, riesce con successo da anni ad dar nuova luce a questa arte, ne accentua e valorizza non solo la bellezza, ma anche la bravura e il prestigio delle più grandi artiste internazionali e italiane sempre con l’obiettivo di dare continuità alla creatività dell’epoca. Il ritorno alla cultura Retrò e vintage ha proclamato la rinascita del Burlesque. Les Follies Burlesque è la prima rivista teatrale italiana che si ispira a Ziegfeld Follies, Earl Carroll Theatre e Les Follies Bergères che hanno fatto la storia della “Revue de Music-hall” e del Varietà dai primi anni alla metà del novecento. Lo  spettacolo Les Follies Burlesque in scena al Teatro Nazionale, nasce dal sodalizio tra Italia e Inghilterra: il Royal Burlesque Revue prima rivista italiana, si fonde con Hurly Burly Girlys lo show britannico che spopola a Londra grazie all’indiscussa protagonista la diva Miss Polly Rae, voce e bellezza d’altri tempi. Assieme a Polly che proporrà un cocktail di burlesque intriso di sensualità e umorismo, si esibirà Laurie Hagen geniale cabarettista, brillante trasformista britannica. Inoltre Anna Fur Laxis riconosciuta icona a livello internazionale è colei che rappresenta al meglio lo stile Pin-Up reso glorioso dall'indimenticabile Betty Page. In scena anche le due migliori performer del panorama italiano “The Circus Lady” Janet Fischietto e la “très glamour” Miss Dolly Lamour. Il palcoscenico si trasformerà nel più grande Music-Hall al tempo dello Swing magistralmente rappresentato da Mr Vince Fesi considerato oggi uno dei più grandi ballerini di Lindy Hop al mondo! A presentare l’intero spettacolo, “La meneuse de revue”  Sin Sara Bin. Tutto lo show sarà accompagnato con musica dal vivo dai magnifici Benny And The Cats.

Ladies & Gentlemen, siete tutti invitati a interpretare il vostro personaggio rigorosamente elegante o bizzarro, per divenire parte integrante di questa scenografia da favola.

A voi tutti, un gradito benvenuto nel mondo Burlesque!

Performer:

Direzione Artistica:  VIRGIL RICCOMI Assistente alla Direzione Artistica e Coreografa: MILENA BISACCO Costumista: SARA COSTANTINI e ELENA PETRACCARO

Piazza Piemonte, 12 -   20145 MILANO
Box Office Tel. +39.06.807.30.40
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Biglietti da 22 a 38 euro
Poltrona VIP 38,50 euro Poltrona 33,00 euro
Galleria 22, 00 euro Lo spettacolo inizia alle 21.00Acquisti il biglietto su: www.ticketone.it PARTNERChop and Roll

Giovedì, 21 Febbraio 2013 11:50

Buon Compleanno Yoko, a woman in Fluxus

Quando John Lennon incontrò Yoko Ono nel 1966, la stessa era già considerata una pioniera del movimento artistico Fluxus, che dal 1962  raccoglieva artisti d’avanguardia intorno alla figura di George Maciunas, l’architetto lituano che rese il celebre quartiere newyorkese di SoHo e lo trasformò in un rifugio per artisti. Yoko avvicinò e conobbe gli esponenti di Fluxus proprio nella “grande mela” e da qui tutti insieme cercarono di esportare e far conoscere le proprie opere in Europa e poi in Asia.

Gli artisti di Fluxus sono architetti, designer, poeti sperimentali e musicisti che rivendicano nella vita quotidiana e nei gesti di tutti i giorni la presenza estrinseca dell’arte. Il flusso del quotidiano permeato, appunto, dalle più disparate forme artistiche.

Yoko Ono, nella galleria londinese dove conobbe Lennon, aveva esposto una mela con sotto la scritta che recitava “apple” e invitava i visitatori a piantare in una parete espositiva dei semplici chiodi con un semplice martello al fine di farne un collage. Erano le prime mostre personali dell’artista che, come molti altri membri di Fluxus, imponevano l'artisticità dei gesti quotidiani in nome di un'arte totale. Un’arte che predilige come ambiti d'espressione la musica, la danza, la poesia, il teatro e la performance. Da qui nascono gli happening, prima quelli americani che vedono la partecipazione di personaggi del cinema e della cultura, ma anche di donne simbolo come Jacqueline Kennedy; e poi quelli europei, soprattutto tedeschi, dove è l'evento che conta e dove lo spettatore finisce con il diventare attore e protagonista dell’evento artistico.  Fluxus, dal latino flusso, indica un fenomeno in continuo mutamento, che non ha forma né luogo, che abolisce i confini tra le discipline artistiche, fra artista e pubblico, fra arte e vita. Le opere d'arte Fluxus finiscono così per diventare veri e propri avvenimenti, con video, assemblaggi e performance che dal quotidiano si ricombinano in un nuovo orizzonte provocatorio e sorprendente, e sempre lasciando grande spazio e importanza al caso.

E per festeggiare al meglio i suoi primi, meravigliosi, ottant’anni Yoko Ono espone le sue opere più importanti in una mostra itinerante:Women in Fluxus & Other Experimental Tales.

Nella mostra sono presentate, oltre ad opere scelte di singole artiste, documentazioni di eventi e spartiti, Event Scores, riprese video, fotografie, dischi, oggetti, documenti cartacei, Yearboxes e altri interessanti e singolari materiali relativi alle serate Fluxus. Le opere provengono dalle più importanti collezioni internazionali e intendono ripercorrere quell’incredibile momento d’interdisciplinarietà programmatica che Dick Huggins chiamò Intermedia, e che scrisse parte della storia dell’arte contemporanea, anche italiana.

Le opere di Women in Fluxus sono circa duecento e, oltre ai lavori di Yoko Ono, ci sono quelli di artiste come Anna Halprin, Carolee Shneemann, Charlotte Moorman e Alice Hutchins.

 

 

 

Finalmente anche in Italia arriva Spotify. Da oggi è possibile avere un negozio virtuale dove ascoltare tutta la musica che desideriamo. Tutta? Almeno 20 milioni di canzoni on demand. Spotify è il futuro, l'inizio di un nuovo modo di fruire musica. Proviamo a riassumervi, punto per punto cos’è e come funziona questo nuovo sistema di ascolto, che ha rivoluzionato e rivoluzionerà il mercato musicale mondiale, per permettervi così di capire come poterlo sfruttare a vostro piacimento.

1. Che cos'è. Lanciato in Svezia nel 2008, Spotify è un servizio di ascolto musicale “in streaming”. Significa che le canzoni non vengono scaricate e conservate, ma si ascoltano senza salvarle, un po' come la radio. A differenza della radio, però, il servizio è on demand: l'utente non riceve passivamente una selezione di brani, ma può scegliere cosa ascoltare.

2. Come funziona. Sul proprio PC ci si iscrive su www.spotify.com, si sceglie il proprio abbonamento e si scarica/installa il software. L'intera esperienza di ascolto avviene attraverso questo software, su cui si cercano le canzoni, si costruiscono le playlist, si ascoltano quelle degli altri. Si può anche solo scaricare l'app per smartphone e tablet (in questo caso però si paga, come vediamo tra 2 punti).

3. Il catalogo. 20 milioni di brani approssimativamente. Cosa manca? Mancano i gruppi che iTunes ha in esclusiva per il Web (un nome su tutti: i Beatles). E mancano i dischi di artisti che preferiscono seguire una strategia di distribuzione ibrida, vendendo prima la propria musica in download e solo in un secondo momento aggiungendola su servizi some Spotify (Coldplay, Adele, Black Keys). Alcuni grandi assenti: Led Zeppelin, Pink Floyd, Ac/Dc.

4. Gli abbonamenti. Ci sono 3 possibilità. C'è Spotify Free, gratuita, che permette di ascoltare musica sul proprio pc senza limitazioni, ma con banner e annunci pubblicitari audio (circa tre minuti ogni ora di ascolto). Spotify Unlimited costa 4,99€ al mese ed elimina tutta la pubblicità. Queste opzioni richiedono un collegamento costante a Internet: la musica si ascolta solo online e su desktop. Diverso il discorso per Spotify Premium , a 9,99€ al mese, in questo caso funziona anche su tablet e smartphone e permette di scaricare fino a 9999 brani su tre dispositivi (3333 per dispositivo). I brani scelti non diventano “tuoi”, rimangono nella app e sono accessibili solo finché si rimane abbonati al servizio, ma, e questa è la grande differenza, possono essere ascoltati anche offline, senza connessione.

5. Playlist + Social. Su Spotify si possono sentire album e singole canzoni, ma il centro della fruizione musicale sono le playlist con le quali si crea la propria libreria personale: “Anni 80”, “Metal scandinavo”, "indie made in uk", a seconda dei gusti. Le playlist si condividono. E' la regola social che permette interazione e viralizzazione.  Possono essere pubblicate su siti, blog e tumblr, oltre che sui social network. Altra opzione interessante: si possono inviare playlist e singole canzoni come messaggio privato a un altro utente.

6. Quello che verrà. Molti giornali (tipo NME o Rolling Stone), etichette (la Ninja Tune per esempio), siti musicali e radio (la prima italiana è quella di Rockol) propongono le loro playlist. A marzo arriveranno anche servizi follow per seguire gli account di artisti, celebrità e trendsetter per scoprire tutte le novità in fatto di musica. Il futuro, insomma, è sempre più social.

 

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