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Redazione Nerospinto

Redazione Nerospinto

URL del sito web: http://www.nerospinto.it

Sono passati ormai più di 5 di mesi dall'ultima esibizione live dei Ministri, che hanno partecipato lo scorso agosto allo Sziget, noto festival ungherese, e quasi un anno di dall'uscita di “Fuori” il terzo disco della band milanese che torna finalmente a far parlare di sé annunciando il lancio del loro quarto album previsto per il 12 marzo 2013.

Il gruppo già da settembre aveva iniziato a far girare voci sul web sulla pubblicazione di un nuovo lavoro pronto “non prima di aprile 2013”, come aveva dichiarato Davide Autelitano, il cantante della band, accompagnando la notizia con uno screenshot dell'elaborazione di uno dei nuovi pezzi. Ma per la gioia dei fan l'attesa del progetto inedito sembra essere stata ridotta.

“Per un passato migliore” è il titolo del prossimo disco realizzato per Godzillamarket in licenza con Warner Music, al contrario dei precedenti lavori pubblicati sotto l' etichetta discografica Universal Music (“Tempi bui” 2009, e “Fuori” 2010). L'album è stato anticipato dal singolo “Comunque”, già in circolazione nelle radio dal 31 gennaio 2013.

Per la registrazione il trio milanese si è affidato a Tommaso Colliva, già produttore di noti nomi del panorama rock nazionale e internazionale come Muse, Afterhours e Calibro 35, mentre la copertina del disco è stata realizzata dal Collettivo 84, un gruppo di sei giovani artisti milanesi.

Il primo estratto è stato accompagnato dalla pubblicazione del video, diretto da Marco Proserpio e Jacopo Farina per Sterven Jonger. Il lavoro, come dichiarato da Sterven, intende raccontare i Ministri come sono realmente, lontano dai riflettori e dalle luci del palco; al contrario del set scelto per la realizzazione di “Noi fuori”, l'ultimo video del precedente album, che vedeva il cantante della band circondato da un trionfo di oggetti kitsch, emblema di un mondo costruito da mode di plastica passeggere. Il video è stato girato con quattro camcorder VHS amatoriali che rendono le immagini distorte, sfuocate, rumorose ed uniche grazie agli effetti usati che sono interni alle macchine stesse.

Il video, innovativo e di grande impatto visivo, si annuncia essere ancora una volta, come il primo singolo estratto, il manifesto di un gruppo senza peli sulla lingua, che vanno dritti al sodo e che non hanno paura di denunciare, anche attraverso i loro testi “politically uncorrect”, la crisi sociale che caratterizza i nostri tempi ed in particolar modo il nostro Paese.

A distanza ravvicinata dalle elezioni può farci sorridere il fatto che almeno questi Ministri, un gruppo di tre giovani ragazzi di Milano, si diano da fare con la loro passione per la musica per portare a riflettere le nuove generazioni sul bisogno e la volontà di continuare a provarci per dare il meglio sempre e comunque.

 

Per chi deciderà ascoltarli e acquistare il loro quarto disco, l’album sarà disponibile:”..in tutti i negozi di dischi rimasti. Non necessariamente i migliori”, come ha dichiarato irriverentemente il gruppo sulla pagina facebook ufficiale.

La promozione dell'album inizierà in concomitanza con le date del nuovo tour che partirà dal Blackout di Roma il 15 marzo e toccherà l'Alcatraz di Milano il 21 marzo, data che si annuncia essere prossima al sold out.

 

 

Qui di seguito la tracklist di “Per un passato migliore”:

 

1. Mammut

2. Comunque

3. Le Nostre Condizioni

4. La Pista Anarchica

5. Stare Dove Sono

6. Spingere

7. Se Si Prendono Te

8. Caso Umano

9. Mille Settimane

10. I Tuoi Weekend Mi Distruggono

11. I Giorni Che Restano

12. La Nostra Buona Stella

13. Una Palude

 

A tre anni di distanza dall'ultimo album, "I mistici dell'Occidente", Rachele Bastreghi, Francesco Bianconi e Claudio Brasini aka I Baustelle, presentano "Fantasma" con l'orchestra Ensemble Symphony, sinfonica di 48 elementi.

Sonorità indie rock che rievocano atmosfere noir e cupe, come la bambina raffigurata in copertina che vuole omaggiare il cinema horror italiano degli anni Settanta. Per ascoltarli dal vivo vi conviene essere già in possesso del biglietto, almeno per quanto riguarda la data di stasera, lunedi 25 febbraio 2013.

In alternativa dovrete aspettare il 10 aprile.

Enjoy Baustelle, noi lo faremo!

Cheers!

Lunedì, 25 Febbraio 2013 13:26

Cosa porti fuori dalla sala di pratica?

Ebbene si, sono un inguaribile razionalista che pensa e vorrebbe sempre dimostrare in modo oggettivo a cosa serve cosa.

Essere spirituali e cercare nelle culture esotiche qualcosa che pensiamo possa mancare nella nostra educazione e cultura di provenienza non esclude sicuramente il voler essere analitici e voler comprendere appieno di cosa si stia parlando o cosa si stia facendo.

Ovviamente non si può pretendere di vedere i risultati subito, in quanto discipline come lo Yoga, la meditazione, ecc. agiscono piano piano riportando potenti risultati nella nostra vita.

 

Il nocciolo della questione, e del mio articolo, è questo: ma quali sono i risultati che si ottengono?

 

Disciplina. Sicuramente lo Yoga aiuta molti di noi ad avere disciplina e costanza nel mantenimento della pratica. Coltivando questa qualità sarà più facile applicarla anche nella vita quotidiana e nelle attività che normalmente svolgiamo. La disciplina nella pratica è estesa sia a livello esterno (corpo) che a livello interno (mente). Per una ragione che renderò molto semplice: se dobbiamo posizionare il nostro corpo in una Asana abbiamo bisogno che la nostra mente ci accompagni; per rendere possibili tutti gli allineamenti (tra busto, gambe, testa, collo e non solo) è necessario che la nostra attenzione interna sia massima. Ciò avviene con la disciplina che porta, di conseguenza, la capacità di osservare.

 

Osservazione. È un altro dono che possiamo portare fuori dalla sala di pratica. Partendo da noi stessi si osserva meglio tutto il contesto nel quale siamo immersi ogni giorno. L’osservazione Yogica non si limita solo a quella che noi normalmente ricolleghiamo al senso della vista, bensì coinvolge tutti gli altri sensi del nostro corpo come l’udito, il tatto e l’osservazione interiore, che ci permette di ascoltare cosa sta cambiando all’interno di noi stessi come sentire di avere un malore o sentire l’influenza (riporto casi molto pratici, ve l’ho detto!). C’è una pratica molto particolare che è chiamata Yoga Nidra, lo Yoga del sonno, la quale ci permette di entrare in un sonno consapevole prendendo coscienza man mano di tutte le parti del nostro corpo, a partire dall’esterno (pelle) per arrivare all’interno (organi, tessuti interni, muscoli) e ci insegna allo stesso tempo a rilassarci.

 

Il rilassamento lo porteremo con noi  anche fuori dalla nostra scuola. Perché? Bene, mentre leggete quest’articolo fate caso alle parti del vostro corpo che sono in tensione … non avrate mica le spalle un po’ tese?…o gli addominali tesi?…o la fronte aggrottata? O qualsiasi altra parte in tensione? Bene, anzi no, male. Le nostre tensioni si riflettono anche in questi gesti che compiamo inconsapevolmente, o meglio, pensiamo siano inconsapevoli ma sono solo automatici e non riusciamo a correggerli perché non siamo abituati ad osservarci. L'incapacità di rilassarsi sta diventando uno dei problemi in cima alla scala dei malori dell’uomo contemporaneo, in quanto porta spesso e volentieri a patologie psicologiche che si manifestano in attacchi di panico, crisi d’ansia, di respirazione, stress e quant’altro. L’insegnamento a rilassarsi è prezioso perché ci fa capire che gesti semplici, come portare l’attenzione al suono del respiro e lasciare andare i problemi e i pensieri, risultano ottimi rimedi per non cadere in nevrosi e tensioni quotidiane, arrivando a fine giornata, non dico come un fiore, ma non mandando a cagare qualsiasi essere senziente che vi si para davanti. Notate come anche la gente di prima mattina è già nervosa…non oso immaginare a fine giornata di cosa possa esser capace.

 

La dimensione temporale dello Yoga è il presente. Il presente è una dimensione divina, il passato è già andato e il futuro non è ancora arrivato.

Fissare la propria persona e mente nel presente ci rende più presenti, scusate il gioco di parole. Tante volte iniziamo a volare con i nostri pensieri tornando  al passato o proiettandoci nel futuro, sfruttando energie che potremmo impiegare con persone reali che ci sono accanto in questo momento e che invece trascuriamo perché assenti .

Lo Yoga aiuta anche a ritrovarsi esattamente dove si è, a mantenere una presenza anche nei mari in tempesta, a non cadere e annegare quando veniamo travolti. Allegoricamente questo concetto viene rappresentato dall’Asana chiamata Paripurna Navasana (La Barca) la quale fa mantenere uno sguardo rilassato e profondo (che rappresenta il mare quieto) in contrapposizione con l’enorme tensione che si genera nella parte basso addominale tirando su le gambe e il busto (il mare in tempesta). La barca rappresenta proprio questo: una nave stabile in un mare in tempesta che può esser rappresentato, oltre che dallo sforzo muscolare, anche dalle tormente dei nostri pensieri.

 

La stabilità ce la portiamo con noi nella vita quotidiana. Stabilità rappresenta equilibrio (e qui vi rimando al mio articolo “I sottili equilibri dello Yoga”), ma anche postura. Come stiamo in piedi e come sentiamo il peso distribuito su entrambe le gambe? E il nostro bacino? La corretta postura dona benefici sia a livello fisico che psicologico. Quanto siamo inversi quando abbiamo un torcicollo o male alla schiena? Pensateci.

Da quando faccio Yoga non ho più avuto tensioni al collo che mi portavano ad avere fastidiosi torcicolli la mattina dopo…persino quando dormo piegato come un origami.

 

Questi sono solo alcuni dei doni che possiamo portar via dalle nostre sale di pratica e, per chi non ne ha una, magari possono servire da stimolo per iniziare. Ogni corpo reagirà in modo diverso e con differenti tempistiche, ma è una scoperta che vale la pena sperimentare sul proprio corpo e sulla propria mente.

Alcuni risultati saranno assolutamente soggettivi e vi meraviglierete di cosa sarete in grado di osservare, calmare, amare, sentire, capire, udire…potrei continuare all’infinito. Vi auguro una buona scoperta!

 

Namasté,

Vittorio Pascale

Allievo praticante di Yoga Integrale presso il Centro Parsifal Yoga, Milano

Fondatore della pagina Fb: Yogamando

Studioso e praticante di Buddhismo Tibetano

hai domande? Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Il pesce viene escluso dalla dieta vegetariana, banalmente perché viene ucciso. A differenza dei mammiferi di cui l’uomo si nutre, il pesce non emette alcun grido, ma muore di asfissia e provoca meno empatia rispetto alla morte di un qualsiasi mammifero. Alcuni ricercatori in Irlanda hanno da pochissimo concluso uno studio per determinare se l’aragosta una volta bollita viva soffra o meno. Un vegetariano per definizione non mangia nulla che viene ucciso e di conseguenza non si nutre di pesce. Quelle persone che si nutrono di pesce, ma escludono ogni altro animale dalle loro tavole si definiscono “pescetariani” e non sono vegetariani.

 

Dal punto di vista ambientale la pesca è un bene o meno?

I pesci allevati sono per la maggior parte predatori che richiedono enormi quantità di pesce pescato per essere nutriti. Il futuro stesso della pesca è, di conseguenza, messo a rischio. Tonno rosso, Salmone e Halibut del Pacifico sono tra le specie più minacciate dal saccheggio operato dai pescatori ai danni delle specie di cui questi animali si nutrono. Paradossalmente per tutte queste specie sono in corso delle politiche destinate a sostenerne il recupero perché tutte vittime di un eccesso di pesca. È evidente che se le si priva degli alimenti, qualsiasi politica di recupero sarà vana. (dati Hungry Oceans della FAO)

 

Diciamo che un uso più consapevole di questo alimento sarebbe raccomandato anche per pescetariani o onnivori, proprio per evitare il disastro ambientale che già si intravede nel Mediterraneo.

 

Per la salute il pesce è fondamentale?

In realtà nessun alimento è fondamentale ed è facilmente sostituibile. Ad esempio, i tanto millantati Omega-3, sono presenti in molti alimenti di origine vegetale, come i semi di lino o i semi di canapa. Da questi si estrae un olio che è ricchissimo di Omega-3, ma anche di Omega-6 nel corretto rapporto che serve all’uomo, senza sbilanciare minimamente la dieta. Quanto alle proteine, come in tutte le diete vegetariane,  sono facilmente reperibili in cereali e legumi, o nel caso del vegetarismo in uova e latticini.

 

Un uso consapevole di ogni alimento, contribuisce al benessere del pianeta. Ogni piccolo gesto può produrre effetti inaspettati.

 

Trendee Me è un’applicazione unica e facile da usare che trasforma il vostro armadio in un vero guardaroba virtuale. Sviluppata per iPhone dalla web agency Immediatic sulla base di un'idea di Marta Rettani, fashion blogger e geek milanese, è disponibile da questo mese per il download sull' iTunes store di Apple.

 

Non sapete quale look fa al caso vostro? Trendee Me vi permette di scegliere velocemente i pezzi unici del vostro guardaroba, organizzarli e decidere cosa e quando indossarlo. Fotografate con il vostro iPhone vestiti e accessori, caricate tutto su Trendee Me e il gioco è fatto: ora potete suddividere gli indumenti per colore, texture e taglia, combinare velocemente stili diversi e abbinare le immagini per creare outfit illimitati.

 

Con Trendee Me sarà come avere sempre a disposizione i consigli di un fashion assistant. Questa fantastica applicazione vi consente di visionare in qualsiasi momento quali capi avete a disposizione e di adattarli alle vostre esigenze.

 

Trendee Me vi permette inoltre di condividere le immagini con i vostri amici su Facebook e con i followers su Twitter, mostrare i vostri acquisti, chiedere consigli e opinioni, ma anche curiosare nel guardaroba degli amici per trovare ispirazione o scoprire nuove tendenze.

 

Trendee è il più efficiente organizer per il vostro guardaroba, permette di disporre al meglio i vostri acquisti e di condividere con il vostro network la passione per la moda.

 

L'App Trendee Me è scaricabile, gratuitamente, direttamente dall'iTunes store di Apple.

 

Link:

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Su iTunes Store

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In questi giorni a Roma sarà possibile visitare Winter, audio-video installazione ad opera del collettivo Triac, trio di musica ambient e elettronica nato alla fine del 2011.

Triac indica un componente elettronico progettato per controllare i carichi di corrente. Come il numero dei componenti, tre sono anche le variabili che costituiscono le loro opere: immagine, suono e monocromo; semiconduttori di un flusso di pensiero universale che regala all’osservatore un momento di profonda intimità.

L’audio-video installazione Winter è un limbo psichico in cui le coordinate spaziali sono perdute, disorienta, ci fa chiedere dove siamo, cosa stiamo osservando. Lo schermo blu, il colore dell’anima, nonostante piccole variazioni visive, e il suono coprono volutamente il mondo e qualsiasi idea di realtà.

 

Perché non approfittare, quindi, di questo weekend invernale per un tuffo nel blu?

 

Triac è composto da Rossano Polidoro (ex Tu m', Line USA), Marco Seracini e Augusto Tatone. Creano installazioni audiovisuali sperimentando la relazione tra spazio ed elementi naturali.

Tra il 2005 e il 2011 Rossano Polidoro ha esposto propri lavori con il duo Tu m' nei seguenti luoghi e eventi: 54° Biennale di Venezia (I), Ica (UK), MACRO (I), Centro di Arte Contemporana Luigi Pecci (I), The Moderns,Castello di Rivoli (I), Bologna Flash Art Show (I), Icelandic Art Center (IS), Neon Gallery (I), T293 Gallery (I),Galleria Civica d'Arte Moderna, Gallarate (I), Arco 2007, Madrid (E), New Chinatown Barbershop Gallery, Los Angeles (USA), Artefiera, Bologna (I), Stuk Art Centre, Bruxelles (B), Scope London (UK), Art London (UK), Miart (I), Oboro, Montreal (CND).

 

Triac

Winter

A cura di Noemi Pittaluga

Galleria Gallerati (Via Apuania, 55 – I-00162 Roma – Tel. +39.06.44258243 – Mob. +39.347.7900049)

Inaugurazione: sabato 23 febbraio 2013, ore 19.00-22.00 (ingresso libero).

Orario: dal lunedì al venerdì: ore 17.00-19.00 / sabato, domenica e fuori orario: su appuntamento.

Mezzi pubblici: bus: 61, 62, 93, 310; metro: linea B, fermata Bologna (da P.zza Bologna: 400 m lungo Via

Livorno o Via M.di Lando).

Informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., www.galleriagallerati.it, www.triac-act.com

Via Apuania, 55 – I-00162 Roma

Tel. +39.06.44258243 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – www.galleriagallerati.it

Jerry Bouthier è elegante. Non solo perchè ha frequentato le passerelle parigine e londinesi, neanche per il suo lavoro di sound designer per Viviene Westwood, ma per il suo stile musicale. Sostanzialmente lui è uno della vecchia scuola, anni novanta, quando l'house approdava in inghilterra in club come Ministry of Sound, aperto da pochi anni, nel quale, con suo fratello Tom, hanno lavorato per diversi anni. È questa la parentesi di quattro anni in cui Bouthier si afferma internazionalmente, prima, in Francia, ha comunque scatenato il suo estro come pioniere della scena elettronica francese. Immagino quegli anni tra le migliori discoteche del tempo, dal Velvet Underground al Club uk e molte altre, in un turbinio di buona musica, droga e sesso, non dimentichiamoci che quelli sono gli anni migliori del clubbing, nel 1988, addirittura, ci fu l'estate nominata dalla stampa come “Second summer of love”.

 

Il sound eclettico di Jerry appassiona tutti, in un misto di beat dritti e sinfonie acid, ed entra a far parte della grande famiglia Kitsunè. Inizia così un altro capitolo della sua vita, tra moda, cultura e tendenza. Selezionatore di grande esperienza, cultura e stile, si inserisce in circuiti che lo portano a suonare in serate per Jean-Paul Gaultier, Giles Deacon, Nu Look per dirne un paio. Sono gli anni del BoomBox e del Ponystep, di Vivienne Westwood, di Sonia Rykiel, il ritorno a parigi e i viaggi a Tokyo.

 

Jerry, però, non è molto prolifico come produttore, e a parte qualche singolo e un paio di remix, aiutato anche da Andrea Gorgerino, con il quale avvia anche un progetto parallelo JBAG. Non è questo un dato negativo, se da una parte non potremo apprezzare progetti discografici, dall'altra sono tantissimi i mixtape, i set e i minimix che circolano in rete e che possiamo gustarci (il massimo, ovviamente, sarebbe sentirlo dal vivo) ed attraverso questi Bouthier ci apre le porte del suo mondo, in modi sempre diversi, mai banali e al passo con le novità.

 

Jerry Bourhier è il selezionatore per eccellenza. Ricordo bene l'anno scorso al Tunnel Club, il giorno del mio compleanno, non potevo aspettarmi serata migliore. Ai tempi non lo conoscevo e non sapevo cosa aspettarmi, se non la solita qualità offerta dalla serata Le Cannibale, ma gioia per le mie orecchie lo spettacolo fu eccezionale. Il club gremito di gente, inutile dire bella gente (in occasione della settimana della moda a Milano non poteva che essere pieno di modelle e modelli), e lui sul palco, con l'insostituibile cappello,  a danzare con le dita sui cdj. Il set fu pieno di sorprese, tra elettro-house e elettro-clash, tra novità degli ultimi mesi e grandi classici. Il massimo, per me, è stato ritrovarmi La Musique, dei Riot in Belgium, tra gli ultimi pezzi, in chiusura a una magistrale prova d'artista.

 

Jerry Bouthier non passa inosservato e perderlo sarebbe uno scempio per l'anima di un buongustaio dalle orecchie fini. Quest'anno avrete l'opportunità di sentirlo di nuovo al Tunnel Club, questo venerdì (22 Febraio), sempre in occasione della settimana della moda, la serata già da adesso si preannuncia molto calda e la neve fuori sarà solo la cornice di un'altra notte senza tempo.

 

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Venerdì, 22 Febbraio 2013 12:51

2013: Il Vaticano alla Biennale

2013: un anno che passerà alla storia. Dopo che papa Benedetto XVI ha deciso di mollare il colpo e lasciare il potere del suo minuscolo Stato a qualcuno di più giovane, e forse più motivato di lui, il Vaticano salirà agli onori della cronaca per un altro fatto eccezionale: la partecipazione alla Biennale di Arti Visive di Venezia, che si terrà dal prossimo giugno nella bellissima città della laguna veneta.

È la prima volta che la Santa Sede partecipa a questo evento e la cosa ha suscitato non poche polemiche, soprattutto in riferimento alle parole del Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, il cardinal Ravasi, che ha deciso di non intaccare i fondi del suo stato, ma di cercare degli sponsor per coprire i costi di questa nuova impresa.

Il tema della manifestazione saranno i primi undici capitoli del primo libro della Bibbia, la genesi,  dunque verranno trattati argomenti come la creazione, il valore della coppia, l’amore, il creato, il peccato originale e quindi anche il male, la violenza, il diluvio universale e la figura di Abramo. Tutti temi che già si possono osservare nel più grande e meraviglioso capolavoro dello stato pontificio: la Cappella Sistina. Poco trapela sugli artisti che verranno chiamati e selezionati, pochi di numero, forse una decina, sia uomini che donne, alcuni famosi, altri meno conosciuti. Si parla di Bill Viola, l’artista americano divenuto famoso per i suoi videro, ma anche di Anish Kapoor e di Yannis Kounellis, ma mancano conferme definitive.

Il presidente della Biennale, il dottor Baratta, sembra aver messo a disposizione della santa sede le Sale d’Armi dell’Arsenale, una superficie su due piani di circa 1000 metri quadrati, che necessita di un restauro. Forse in Vaticano utilizzerà uno solo dei due piani e dividerà lo spazio con un'altra nazione. In ogni caso, deve recuperare i soldi del restauro, che spetta alle sedi ospitanti per scelta della Biennale. Le risorse trovate dovrebbero essere investite nel recupero delle sale, che ora versano in precarie condizioni. Ciò garantirebbe al Vaticano l’usufrutto su questi spazi per 26 anni, e spendendo di anno in anno soltanto i soldi per le spese di allestimento.

C’è chi si chiede se tale scelta sia corretta o meno: il Vaticano possiede sul suo territorio moltissime opere d’arte, alcune in cattive condizioni. Non sarebbe forse meglio investire i soldi nel proprio Stato proponendo lavori di restauro, il recupero di opere d’arte, di strutture architettoniche? Non sarebbe meglio pagare, ampliare l’offerta, magari aprendo alla visita al pubblico alcuni palazzi, organizzando un maggior numero di visite guidate anche in ambienti mai visitati prima? Non sarebbe meglio investire i soldi del Vaticano nel Vaticano, dove hanno lavorato alcuni dei maggiori e più famosi artisti del nostro paese, le cui opere attirano ogni anno milioni e milioni di fedeli?

C’è chi si chiede l’utilità di questa scelta, portata avanti con tanta fermezza da monsignor Ravasi. Si dice che per anni abbia cercato di far accettare la candidatura del Vaticano alla Biennale.

Certo, sarà un modo per far conoscere ad un pubblico ampio l’opera di alcuni artisti internazionali, ma niente di più. I soggetti scelti per questa prima Biennale non sono rivoluzionari e neppure un poco originali: la Cappella Sistina li propone da centinaia di anni.

 

 

 

 

 

Dopo il successo del live a Villafranca di Verona in occasione del Perfect Day Festival, i Two Door Cinema Club tornano nel nostro paese. La rock band nord-irlandese vanta un fortunato esordio con l'album "Tourist History" (Disco d'oro in UK), da cui è stato estratto il singolo I Can Talk, uno dei brani più amati e suonati dai djs indie-rock di tutto il globo.

 

A due anni dal primo album, i tre ragazzi di Bangor tornano sulle scene con un nuovo lavoro: Beacon.

 

Lo presentano ai Magazzini Generali, venerdì 22 febbraio.

 

 

Data: venerdì 22 febbraio 2013 Tour: Two Door Cinema Club in concerto

Orario inizio: 21:00 Orario apertura cancelli: 19.00

Location Magazzini Generali - Milano Via Pietrasanta, 14 20141 Milano Milano (MI) http://www.magazzinigenerali.it/ 02 5393948

Giovedì, 21 Febbraio 2013 15:11

Lykke Li follows rivers

Forse conoscerete l’artista Lykke Li per il singolo I Follow Rivers, o per il video della canzone, che da tempo spopola su Facebook e i compagni social.

Forse non sapete, però, che il suo nome per intero è Li Lykke Timotej Svensson Zachrisson, che è svedese, che è in attivo dal 2007, che ha pubblicato il primo album, Youth Novels, nel 2008 e che ad oggi ha contribuito alle produzioni di artisti come i Kings of Leon, lo svedese Kleruup, il famosissimo duo elettronico Röyksopp e il rapper, nonché produttore discografico, Kanye West. E che proprio lei, nel 2010, è stata una dei volti ufficiali per la collezione Levi's Curve ID, insieme a Pixie Geldof e a Miss Nine.

 

Sorpresi? Non avete ancora sentito tutto. Lykke Li vanta anche collaborazioni in campo cinematografico e televisivo: una versione remixata della sua canzone I’m Good, I’m Gone è stata inserita come Sound Track del film horror Patto di Sangue del 2009, così come la canzone Possibility, scritta nel 2009 per il film The Twilight Saga: New Moon; Get Some è stata utilizzata nel film Senza Freni di David Koepp del 2011, nelle serie tv Hawaii Five-0 titled , Pretty Little Liars, The Vampire Diaries, Teen Wolf e nel trailer per il video game, Batman: Arkham City; Until We Bleed, in featuring con il cantante Kleerup, nei telefilm Misfits e Ringer. La cantante ha inoltre partecipato ai due più importanti show serali concorrenti in America, il Tonight Show presentato da Jay Leno e il Late Show di David Letterman.

 

Ma torniamo alla musica, Li ha inciso il suo secondo disco Wounded Rhymes nel 2011, ed è subito stato annoverato tra i best albums dell’anno da riviste quali l’ Observer, il New York Times e Rolling Stone. Wounded Rhymes contiene dieci tracce, tra cui I Follow Rivers che, divenuta immediatamente successo mondiale, ha ispirato numerose cover, tra le più famose quella del gruppo belga Triggerfinger e la versione remix dei The Magician inserita nel film di De rouille et d'os di Jacques Audiard del 2012, in competizione al festival di Cannes.

 

Perché tutto questo successo? La canzone è un flusso perpetuo di parole come, appunto, il corso di un fiume. Nel video, diretto da Tarik Saleh, Li vestita e velata di nero insegue un uomo (l’attore Fares Fares) attraverso un paesaggio arido e innevato. La canzone continua a ripetere “I follow you” con voce straziata, tutto è freddo intorno a loro, lui scappa disperato, forse spaventato dalla figura che sembra evocare dolore e potrebbe significare tutto ciò che di oscuro c’è in una relazione. Lei non lo lascia andare, lo segue, se dovesse servire lo farebbe fino al fondo dell’oceano dove l’acqua è “scura come una condanna a morte”, si toglie le scarpe per riuscire a muoversi meglio, riesce a raggiungerlo e per lui è la fine della corsa, il momento della resa, dell’abbandono a lei che sembra recargli tanta sofferenza, ma dalla quale è impossibile scappare. Lui piange inerme, lei lo stringe con forza, l’inquadratura si chiude in un abbraccio soffocato dal pianto. Questo è il motivo del suo successo. È proprio così che ci si sente ascoltando questa canzone, presi da una trance ossessiva, dal pensiero della persona amata, desiderata, forse impossibile da raggiungere, ma pronti a inseguirla persino tra le acque impervie di un fiume in piena.

 

Noi di Nerospinto amiamo Lykke Li perché è un’icona contemporanea in fiore in grado di dare voce alle nostre emozioni e ai nostri desideri più profondi attraverso la sua sensuale allure e la sua voce accesa e intensa.

 

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