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Mudec: finalmente Basquiat!

L'arte di Jean Michel Basquiat torna alla portata dei milanesi, questa volta al Mudec, dal 28 ottobre 2016 al 26 febbraio 2017.

L'arte contemporanea di artisti come Basquiat non è un'arte immediata, risulta sempre molto criptica, quasi inaccessibile; dietro la comune e ridondante espressione “sono capace anche io di farlo, cosa ci vuole?!” si nasconde un'effettiva difficoltà nel comprendere dove stia il senso artistico in quel genere di opere. Per poter godere delle sfumature di questo linguaggio artistico è quindi indispensabile conoscere il background dell'artista, le sue passioni, le sue paure.

Il personaggio è perfettamente inquadrabile nello stereotipo dell'artista moderno: scarsa attenzione formale (quasi nulla a dire il vero) e uno straripante desiderio di trasmettere, attraverso il disegno, un'atavica insofferenza nei confronti del mondo che lo circonda. A tutto ciò bisogna aggiungere l'eccessiva affezione per le sostanze stupefacenti e lo status emotivo di “randagio”, elementi imprescindibili dello stile di vita bohèmien, tanto caro agli artisti newyorkesi contemporanei.

Il grande palcoscenico della sua vita e della sua arte è proprio New York, città ricca di contraddizioni e contrasti che, al giovane Jean Michel, proprio non "vanno giù". Lui, primogenito di un contabile portoricano stabilitosi a Brooklyn, è dotato di una sensibilità troppo acuta per non accorgersi che, ad un hispanico di seconda generazione (la madre avrebbe origini haitiane ma agli americani non interessa granché ), la vita nei “boroughs” della Grande Mela riserva più salite del dovuto. La sua predisposizione a trasferire su carta le proprie emozioni emerge fin da bambino e la madre, grande appassionata di arte, decide di introdurlo ai principali musei della città. Dopo il divorzio dei suoi genitori però la sua coscienza subisce un vero e proprio terremoto portandolo a scappare di casa a soli 15 anni. Arrestato per vagabondaggio si convince a frequentare la City-as-School di Manhattan dove conosce il giovane graffitista Al Diaz, incontro che gli cambierà sostanzialmente la vita.

Lo spazio urbano diventa, agli occhi di Basquiat, un'enorme tela immacolata. I muri abbandonati dei tumultuosi quartieri di New York hanno visto tanta, troppa sofferenza e Jean Michel decide, bomboletta alla mano, di dargli la parola. Vuole sentirli urlare, squarciare l'indifferenza degli uomini e delle donne newyorkesi e interrompere, anche solo per un istante, le loro frenetiche vite.

Quel bambino a cui piaceva tanto disegnare trova nei graffiti la sua dimensione: il suo tratto non è cambiato, è ancora ruvido e stilizzato, tipico di un fanciullo che vede il mondo con occhi da adulto. Basquiat è un “writer” nel vero senso della parola, il termine anglosassone non mente, lui scrive letteralmente sui muri. Parole e immagini che potremmo definire primitive gli consentono di interrogare lo spettatore sull'identità umana e su sofferte questioni come quella della razza.

Grazie al supporto di Andy Warhol e al confronto con l'amico Keith Haring, all'inizio degli anni '80 la sua carriera artistica decolla, portandolo, forse eccessivamente, sotto i riflettori. La critica, dopo la morte di Warhol, comincia a non accettare più i suoi lavori con l'entusiasmo di un tempo e il suo rapporto con l'eroina si fa sempre più confidenziale. Il 12 agosto del 1988, a soli 27 anni, viene trovato morto nel suo appartamento a causa di un' overdose, prevedibile conclusione del suo cammino sulla Terra.

La mostra, a cura di Jeffrey Deitch e Gianni Mercurio, porterà quasi cento sue opere provenienti da collezioni private nei moderni spazi del Mudec, con l'obiettivo di trasmettere la grande capacità di Basquiat di fungere da ponte di collegamento tra diverse culture. Un'esposizione unica nel suo genere e aperta quattro mesi per riflettere ed emozionarsi con le opere di questo eternamente giovane artista.

Info e prenotazioni: 0254917

www.mudec.it

Daniele Vanz

Redazione Nerospinto

Sito web: www.nerospinto.it Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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