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La coda di pavone del jazz: intervista ad Alessio Menconi

Alessio Menconi è vincitore del premio "AICS JAZZ" al "Gran Prix du Jazz" nel 1992 e del premio "Eddie Lang" nel 1993 come miglior giovane chitarrista jazz italiano.

Viene subito notato dai migliori musicisti italiani e stranieri con cui collabora e suona in tutto il mondo. Tra i nomi più rappresentativi citiamo:  Billy Cobham, Jimmy Cobb, Danny Gottlieb, Andrè Ceccarelli, Toninho Horta, Daniel Humair, Marcio Montarroyos, Shawn Monteiro, Red Holloway,  Aldo Romano, Carl Anderson, Albert “ tootie” Heath, Franco Ambrosetti… In ambito pop: Paolo Conte, Anna Oxa, Gianni Morandi, Tullio De Piscopo, Alexia, Elio ed altri.  Con questi musicisti ha inciso oltre 40 cd ed ha suonato nei più importanti festival jazz e teatri del mondo in Europa, Africa, Asia, Nord America, America Latina. Petropolis jazz festival, “Django Festival” -Samois sur Seine, Guatemala jazz festival,  Umbria Jazz , Calcutta “Jazz and Beyond”, Quito“jazz festival”,  Rio de Janeiro “Centro Justica Federal”, Parigi “Olympia”, Londra “Royal Festival Hall”, New York “Beacon Theatre“, Sao Paulo “Sesc”, Nice Jazz, San Francisco Jazz, Parigi “JVC”, Den Haag,  Ascona jazz, Los Angeles “UCLA”, Cape Town, Mosca ecc. Nel 2003 ha partecipato come unico italiano ad una compilation su Jimi Hendrix in compagnia di Robben Ford, Steve Lukather, Hiram Bullock, Larry Coryell. E’ docente di chitarra jazz al conservatorio “Paganini” di Genova ed al conservatorio “Puccini” di La Spezia. Nel 2009 gli viene consegnato il “Premio Jazz  lighthouse” alla carriera. Nel 2011 viene incluso come unico italiano nella compilation “I più grandi chitarristi jazz del mondo” allegata a “La Stampa” ed il suo cd “Sketches of Miles” è stato incluso su “jazz It”  tra I 100 dischi internazionali di jazz più belli del 2014.

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Intervista

CZ: So che ti sei accostato alla musica prestissimo, avevi appena 8 anni! Mi vengono in mente bambini prodigio del calibro di Mozart, Picasso, Blaise Pascal. Ti senti di essere annoverato tra questi? Dapprima suonavi la batteria, per poi abbandonarla e dedicarti da autodidatta allo studio della chitarra. Vuoi raccontarci dei tuoi primi approcci al mondo della musica?

AM: Ti ringrazio per l’associazione, ma non credo di essere minimamente ai livelli di tali nomi! Avevo strumenti musicali e dischi in casa per via di mio padre e la predisposizione per la musica era subito visibile. A ciò si è unita una grande passione che mi spingeva a voler capire ed imparare ciò che ascoltavo.

CZ: A 16 anni hai intrapreso i primi passi della tua carriera professionale con la Big Fat Mama Blues Band, una delle più celebri band rock-blues a livello internazionale. Poi hai preferito passare al genere jazz. Come sono state le tue prime comparse sul palco da giovanissimo? E ti chiederei, cosa ti ha spinto ad abbandonare il blues per il jazz?

AM: Mi appassionavano le sonorità legate a un'improvvisazione più complessa e ricca di armonie. In particolare, acquistai un vinile usato di C. Parker in un mercatino e, una volta ascoltato, fu una sorta di epifania... Una vera e propria illuminazione!

CZ: La tua carriera è costellata anche da importantissimi successi a livello nazionale. Mi riferisco per esempio al premio Eddie Lang del 1993, con il quale sei assurto al titolo di miglior chitarrista jazz italiano. In questa sede non mi interessa ripercorrere uno ad uno questi successi, vorrei però chiederti che significato hanno avuto per te queste conquiste, come le hai vissute, come hanno inciso sulla tua personalità e in generale sulla tua quotidianità.

AM: Arrivare primo a un paio di competizioni di quel livello dà una grande soddisfazione, soprattutto quando si è giovani. Per il resto, li considero pur sempre delle tappe, in quanto la musica va avanti indipendentemente e deve continuare a crescere a prescindere dai traguardi che raggiungi.

CZ: Il 1995 è l'anno della svolta: vieni invitato a suonare nel gruppo del grande batterista Billy Cobham e entri a far parte anche della band di Paolo Conte. Ti va di raccontarci qualcosa di queste esperienze? Com'è stato entrare in rapporto con la musica cantautorale?

AM: Cobham è un mio idolo e suonare con lui è stato un grande adempimento... La prima volta ti confesso che mi tremavano le mani! Lui è un batterista pazzesco e la sua storia musicale la senti in ogni colpo che tira. Per quanto concerne la musica cantautorale, per me è affascinante per la sua capacità di raccontare storie nonostante la sua semplicità. L'insegnamento è stato quello di imparare a fare “il mio” e a suonare adattandomi a contesti nuovi.

CZ: So che attualmente sei leader di un trio jazz, “Standard trio” e di un'altra band jazz-rock, “Trio Bobo”, entrambi con due cd all'attivo. Come stanno andando questi progetti? I dischi hanno riscosso il successo che ti aspettavi?

AM: Sono molto contento perchè suono la mia musica al 100% con musicisti incredibili come i componenti dei miei gruppi. I dischi purtroppo non si vendono più e questo è un dato di fatto per tutti, ma per quanto riguarda i risultati, sono davvero molto soddisfatto, anche perchè stiamo facendo parecchi concerti.

CZ: Mi incuriosisce molto la fusione tra jazz e rock. Per i non addetti al settore, risulta forse di difficile comprensione come concetto. Si tratta di un jazz eseguito con gli strumenti propri del genere rock o piuttosto lo definiresti un rock arricchito con tonalità jazz?

AM: E' difficile dare definizioni... Diciamo che tecnicamente lo vedo più come un insieme di termiche e sonorità rock che si miscelano con armonie e sonorazioni jazzistiche. Ma è anche una questione di “interplay”, come si addice nel caso dei gruppi rock di Miles Davis.

CZ: Mi colpisce molto la tua versatilità, la capacità di esprimerti in contesti musicali molto distanti tra loro. É un riflesso del tuo eclettismo personale?

AM: Da molti anni mi dedico solo al jazz, ma non per questo non applico il mio modo di suonare ad altri generi; anzi, mi stimola parecchio suonare con il mio stile in contesti non jazzistici, per esempio la musica pop.

CZ: Domanda di default che potrebbe interessare molto i nostri lettori: quali sono i tuoi progetti per il futuro?

AM: Un cd dedicato ad Ellington e Strayhorn con Alberto Guarrisi all'organo e Alesessandro Minetto alla batteria la cui uscita è prevista per maggio. In secundis, un altro disco che miscela musica brasiliana con musica pop e jazz con molti amici come Elio, Simona Bencini, Nick “Nightfly”, Gege Telesforo, Faso e molti altri, che uscirà in primavera. Non da ultimo, c'è la mia attività didattica. Ad ogni modo, i lettori possono trovare tutto sul mio sito: www.alessiomenconi.com

Chiara Zanetti

Redazione Nerospinto

Sito web: www.nerospinto.it Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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