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Personaggio della storia della musica hip hop electro dagli anni 80, Egyptian Lover sarà al Dude Club di Milano venerdì 17 per un party indimenticabile.

Pubblicato in Nigthlife
Martedì, 12 Marzo 2013 18:40

Amori senza fine: Birkin e Gainsbourg

Quando l'amore è stato folle, esclusivo e drammatico non può finire. Neppure a distanza di anni e con la scomparsa di uno dei due protagonisti. Jane Birkin è Serge Gainsbourg si conobbero alla fine degli anni '60 sul set del film Slogan e fu subito amore folle e repulsione caratteriale. Lei era bellissima e di grande fascino, aveva già fatto innamorare mezzo mondo con la scena di nudo nel film di Antonioni del 1966 e aveva una carriera di modella, cantante e attrice già consolidata. Lui era il dannato, tenebroso, arrogante e geniale attore e cantante icona della musica sofisticata, poetica e impegnata degli anni cinquanta e sessanta del Novecento. L'attrazione tra i due fu immediata e travolgente. Così come il declino successivo. Jane e Serge alla fine erano troppo diversi. Lui, affatto bello ma dal fascino fatale, si divertiva a ignorare quasi tutte le donne, le snobbava e non le considerava quasi mai alla sua altezza. La Bardot lo aveva lasciato proprio per questo, stufa di essere considerata una bambolina bionda e basta. Jane, però, era diversa. Non solo era caparbia e molto bella ma anche una straordinaria artista, versatile e brillante, che garantiva successo e fortuna a tutto quello in cui si impegnava. Jane sfilava indossando semplici magliette con coulisse e dopo qualche ora tutte le ragazze di Londra ne volevano una; i fan rubavo spezzoni dei suoi film per poterli rivedere a casa in maniera ossessiva, la sua voce sensuale faceva vendere migliaia di copie di dischi in pochi giorni. Serge Gainsbourg era un intellettuale snob e scorbutico ma non era stupido e capì che con la bellissima Jane avrebbe potuto condividere la vita privata ma anche quella artistica. I due entrarono in sala di incisione e ne uscirono con la canzone scandalo degli anni '70 Je t'aime...moi non plus. Il loro sodalizio, finché durò, fu perfetto. Pellicole, dischi, vita mondana e artistica spinta al massimo e nel 1971 la nascita della loro figlia, Charlotte, oggi tra le attrici più sofisticate e brave della sua generazione. Intanto Jane all'apice della sua carriera gira con i maggiori attori del suo tempo come Hills, Schneider, Delon, Belmondo. Diventa una icona di nome e di fatto perché Hermes, dopo aver dedicato la Kelly alla principessa di Monaco, disegna una borsa tutta per lei, la Birkin ( oggi la borsa più amata dalle attrici di Hollywood), insomma è il periodo d'oro di Jane. Proprio in questo momento, però, tra lei e Gainsbourg qualcosa si rompe. Lui diventa geloso e più aggressivo del solito. Si chiude in se stesso e fa un uso massiccio di alcol. La Birkin capisce che il rapporto non è più recuperabile e che gli alcolici hanno preso nella vita di Serge il posto di lei e della sua arte. Perciò lo lascia e continua la sua vita, sposando e frequentando altri uomini. Fino a che Gainsbourg non la richiama e non le regala tre bellissimi e intensi album, tutti nuovi e da cantare sulla loro storia d'amore e sul loro legame. Jane e Serge così ritornano a loro modo uno nella vita dell'altra, fino al 1991, anno della morte di Gainsbourg. Jane continua la sua carriera di attrice e cantante e nel 2011 decide di omaggiare il grande amore della sua vita (l'uomo del suo destino) con una tournée nei maggiori teatri del mondo dove canta solo le canzoni scritte da Serge. In Italia Jane Birkin si è esibita il 7 e 8 marzo a Roma e Milano, incantando tutti con la sua sofistica voce e con il suo immutato fascino ma soprattutto con i testi di Serge Gainsbourg. E questo è ancora amore.
Pubblicato in Musica
Sabato, 09 Febbraio 2013 12:28

Alida Valli: l’ultima diva

Quando si parla di dive e di divine il cliché che viene in mente è sempre lo stesso: donne bellissime e sofisticate in pellicce bianche e abiti di seta, tacchi alti e capelli vaporosi e sensuali.

La filmografia internazionale le ha presentate tutte così fino alla fine degli anni ’60, poi i costumi e la società sono mutati e le star internazionali hanno cominciato a girare film in jeans e magliette di cotone. Le divine però sono rimaste tali e il ricordo che si ha di loro non può essere scalfito dal tempo.

L’ultima diva del cinema dei “telefoni bianchi” è stata Alida Valli.

La sua è una bellezza fuori dal comune, figlia di un barone del Trentino Alto Adige, studia al Centro sperimentale di cinematografia di Roma e debutta al cinema molto giovane. Antifascista convinta, negli anni ’40 si rifiuta di trasferirsi nel Cinevillaggio di regime a Venezia e resta a Roma, protetta e nascosta da amici fidati.

Alida non è solo molto bella, è sofistica e brava. Sembra essere nata per i ruoli drammatici, per i film intensi dove interpreta solo il ruolo delle donne tormentate.

La sua intensità interpretativa e il suo aspetto fanno sì che Alida venga notata e apprezzata da tutti i maggiori registi dell’epoca, Matarazzo, Mattoli, Soldati, Gallone che la fanno recitare in un film di successo dopo l’altro. E così nasce la diva, non soltanto l’attrice, ma l’icona di un certo cinema del ‘900 che porterà Alida a Hollywood.

A Los Angeles cambia il suo nome in Valli e gira con registi come Hitchcock e Reed e con attori come Gregory Peck e Orson Welles, memorabile la sua interpretazione della bellissima moglie italiana ne Il caso Paradine. Come tutte le dive però anche la Valli è capricciosa e indipendente e quando l’aria che si respira negli Studios inizia a soffocarla torna in Italia e si impone nuovamente con pellicole come Senso di Visconti e Il grido di Antonioni.

In Italia sono tutti innamorati di lei. I registi con i quali lavora la corteggiano in maniera quasi ossessiva, fanno pazzie, come nascondersi per spiarla o accompagnarla fino al treno per scoprire se parte da sola o no. Riceve decine di lettere al giorno, non solo da uomini che dichiarano amore e passione per lei ma anche da donne che le chiedono consigli o la insultano confondendo i ruoli cinematografici da donna perduta e fatale con la sua vita reale.

In effetti, qualche scandalo da cronaca nera e qualche ombra la toccano alla fine degli anni ’50, senza comunque coinvolgerla personalmente e soprattutto senza scalfire la sua carriera cinematografica che prosegue ad altissimi livelli anche nei decenni successivi nei quali lavora con registi del calibro di Pasolini, Pontecorvo, Bertolucci e Dario Argento. E poi nessuno sa che in realtà la splendida attrice continua ad avere nel cuore solo il suo primo amore, Carlo Cugnasca, aviatore caduto il Libia e primo fidanzato di Alida.

Sempre algida, meravigliosa e aristocratica Alida Valli riceve nel 1997 il Leone d’Oro alla carriera. Una carriera lunga e piena di successi negli anni più glamour del cinema italiano.

Alida Valli è la nostra ultima diva, le altre sono solo delle brave attrici.

Pubblicato in Cultura

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