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Martedì, 14 Febbraio 2017 11:58

Manet in mostra al Palazzo Reale di Milano

Il Palazzo Reale allestirà la grande mostra Manet e la Parigi moderna, ospitando alcuni capolavori provenienti dal Musée d’Orsay di Parigi, dall’8 marzo al 2 luglio.

Pubblicato in SvelArte
Venerdì, 21 Giugno 2013 12:15

Ritratto di un artista: Guido Crepax

Caschetto nero, occhi chiari, una silhouette perfetta ed esibita con consapevolezza, una macchina fotografica fra le mani: sarebbe bastato anche solo il primo indizio per riportarci alla mente una delle icone della fumettistica italiana, Valentina, che ha portato al successo internazionale il proprio autore.

Ma stavolta non è a lei che guardiamo.

 

In occasione dei 10 anni dalla sua scomparsa e a 80 anni dalla sua nascita (15 luglio 1933), Palazzo Reale ospita dal 20 giugno al 15 settembre la prima esposizione dedicata all'opera di Guido Crepax, fumettista, illustratore (di libri, giornali, copertine di dischi), designer pubblicitario, scenografo di teatro, designer per oggetti di largo consumo e creatore di giochi in ambito familiare.

 

Tutta l'opera di Guido Crepax deve molto alla fotografia e al cinema: lo dimostrano la struttura delle sue pagine a fumetti, l'amore per i particolari e lo stile narrativo del suo racconto per immagini. Da qui la scelta di circa 90 tavole originali esposte dalle quali emerge il forte legame del suo lavoro con i due ambiti citati: Valentina, fotografa di moda protagonista di storie raccontate per immagini dove il particolare conta più del generale si alterna ad altre storie a fumetti dal  montaggio quasi cinematografico, segno dell'amore dell'autore per il grande schermo.

 

Oltre trenta sagome a grandezza naturale, scenografie, filmati e particolari installazioni realizzate ad hoc accompagnano il visitatore nel percorso. I disegni originali, la maggior parte dei quali nel classico bianco e nero, saranno inseriti in una speciale quadreria di grandi dimensioni e totem interamente realizzati in cartone riciclabile ed ecocompatibile.

 

Organizzata in 10 sale tematiche, la mostra racconta il background culturale delle opere: il rapporto di Crepax con Milano, teatro di molte avventure di Valentina; la famiglia e la casa; la presenza di citazioni di oggetti che hanno fatto la storia del design italiano e internazionale; lo sguardo attento a moda; costumi e tendenze del suo tempo; i riferimenti a pittori e scultori nelle sue tavole.

 

Emergono anche aspetti poco conosciuti del suo lavoro: il mito di Louise Brooks per la prima volta insieme alle meno note Bianca, Anita, Belinda, Giulietta, fino all'ultima nata, la giovanissima Francesca; i principali romanzi a fumetti di Crepax: da Justine a Casanova, da Dracula a Frankenstein, dal Dottor Jeckyll a Edgar Allan Poe, da Giro di Vite a Il processo di Kafka; la passione per il teatro, con cui Crepax ha occasionalmente collaborato come scenografo insieme all'amore per la musica: dalla classica della tradizione famigliare al jazz,  quasi  colonna sonora del fumetto.

 

Per l'occasione in mostra i primi tre e-book delle storie di Valentina cui farà seguito la realizzazione in digitale di tutta la saga dell'eroina di Crepax.

 

 

Info su orari e costi

 

Lunedì dalle 14.30 alle 19.30

Martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle 9.30 alle 19.30

Giovedì e sabato dalle 9.30 alle 22.30

(Ultimo ingresso mezz'ora prima della chiusura)

 

Ingresso libero

 

 

Palazzo Reale

Piazza Duomo, 12

Milano

Pubblicato in Cultura
Martedì, 26 Febbraio 2013 15:56

The following, 1x03

La lunga mano del serial killer si estende a ogni nuovo episodio e i follower diventano più numerosi e organizzati.

Nell’ultima puntata, andata in onda rigorosamente in lingua originale, la novità è stata rappresentata dal personaggio dell’avvocatessa, anche lei una “seguace” di Carroll, ma con una particolarità, non è una adepta spontanea. Il serial killer la minaccia e la costringe. La giovane avvocatessa diventa, così, suo malgrado, la portavoce ufficiale di Carroll e la sua messaggera privata. Una svolta impensata nella sceneggiatura di The Following, dove i seguaci e gli adepti della setta sono scelti dal serial killer ma possono ora anche essere vittime della stessa organizzazione criminale. Il senso di questo cambiamento nello sviluppo della storia può essere trovato nella intensificazione della suspense e nella volontà dei creatori della serie di coinvolgere gli spettatori ad ogni azione dei personaggi. The Following comincia puntando l’attenzione sulla minaccia e le implicazioni che possono arrivare dalla Rete. La comunità di internet è un bacino inesauribile di contatti al quale attingere per coinvolgere persone, ma creare anche storie e vite parallele. I primi follower di Carroll sono coinvolti in un progetto criminale e malvagio che condividono e che fanno proprio. Gli ultimi sviluppi della serie presentano qualcosa che fa ancora più paura della scelta libera e consapevole, seppur sbagliata, dei primi seguaci del serial killer: la coercizione.

Si può essere coinvolti nei piani diabolici, spietati e folli di Carroll anche senza il proprio volere.

Quando la giovane avvocatessa si presenta alla stampa, facendosi portavoce del serial killer, declamando e citando brani di Edgar Allan Poe a molti sembra un gesto incomprensibile, ma i veri seguaci di Carroll sanno che è un messaggio del loro leader per loro: è il segnale per dare il via a nuove e pericolose azioni.

Stessa sorte tocca all’ex moglie del killer quando l’avvocatessa si fa messaggera e la induce a violare la sorveglianza dell’FBI e ad eseguire la volontà di Carroll se vuole rivedere il loro bambino.

A questo punto, nella serie e nella storia cambia tutto. A far paura agli spettatori non è solo una setta invasata e criminale ma la possibilità che tutti possiamo entrare a farne parte, pur senza il nostro volere. Alla giovane avvocatessa, Carroll fa mozzare un dito per costringerla ad agire.

A qualcun altro quindi può fare di peggio, se questo serve ai propri scopi.

All’azione precisa e metodica dei follower e del serial killer risponde sempre la contro-azione mirata e inequivocabile dell’antagonista Ryan Hardy e degli agenti del Bureau che personificano la legge e l’ordine. Bravissimi a seguire le tracce dei criminali e a intervenire per scongiurare la tragedia collettiva passo dopo passo. Hardy e i poliziotti rappresentano l’azione contrastante alla setta e al killer ma non rappresentano la speranza. O almeno non ancora.

E questo continua a far paura.

 

Pubblicato in Cultura

Sentirsi come Edgar Allan Poe nella Milano del 2013 potrebbe portare a due modus pensandi: l'autoesclusione dalle effervescenze populiste e pretenziose che caratterizzano la città ovvero, in alternativa, immergersi in esse manipolandole a proprio favore cercando di  edulcorarle con la propria visione fin de siècle senza scendere al mero compromesso.

Fare della versatilità il proprio “Es muss sein” è, pertanto, l'esigenza della proposta del progetto Melancholie (mit Monstern)  che con il proprio estro creativo si divincola tra arte, moda e performance.

Proveniente dagli ambiti Umanistico e della Comunicazione, il duo milanese che compone l'anima del progetto (Nicola e Riccardo), ha ontologicamente fuso le loro differenti personalità realizzando il brand MmM che poggia le proprie solide basi sulla realizzazione di collage : le opere, ispirate a uno stile gotico, metafisico e sottilmente ironico sono rigorosamente realizzate a mano su supporti in tela con i materiali più vari, dal semplice ritaglio di giornale, agli inserti in tessuto.

L’ispirazione attinge a piene mani da un immaginario inquieto e visionario popolato da personaggi della letteratura contrapposti a simboli (anti)religiosi immersi in un contesto di natura feroce e matrigna.

Come nella migliore letteratura gotica il prodotto è frutto dell’osservazione di ombre e anomalie, molto più interessanti della luce e della piatta regola performativa: ogni opera hand made gioca con l’eco di simboli feroci, animaleschi, dark e non possiede come velleità pose naturalistiche ma ama l’estrema espressività decadente, esotica e misteriosa tipica del gotico.

Partendo da tre opere in particolare, MmM si è cimentata nella realizzazione di T-shirt, felpe e accessori creando così una propria espressione e identificazione anche nell'ambito del dressed to go out e, che si tratti di abiti oppure altro, le raffigurazioni attingono a un immaginario che indaga con cupa ironia fino ai margini.

Le esposizioni e le live performance in alcuni locali milanesi, (AIDE Factory, Mono Bar; Kitsch Bar; Zoom Bar - Ral8022 - tra gli altri..) hanno fatto uscire allo scoperto la natura umbratile del progetto MmM che, in occasione dell’apertura della nuova stagione 2012/13 del Circolo Arci Toilet Club, ha contributo, inoltre, al restyling del locale, realizzando l’installazione permanente e site specific “Melancholie mit Toilet”.

Amante delle contaminazioni e delle collaborazioni con altre realtà artistiche, MmM ha collaborato per la realizzazione di  alcune opere in cui il collage incontra la pittura del giovane pittore Fabrizio Crista; con Ruben Dell’Acqua, grafico, è entrata nel rigido e geometrico mondo del digitale contaminandolo con il proprio estro creativo e, con l'attore Neuro Mans, il teatro grotowskyano è stato "sporcato" con le suggestive immagini video tratte da schegge impazzite dei collage di MmM.

Allo stato attuale MmM  è immerso nella realizzazione  di una serie di collage ispirata alla pittura tedesca rinascimentale da cui vedranno la luce nuove immagini che saranno utilizzate per la realizzazione di  nuove T-shirt e accessori e, fedele alla propria natura eclettica, alla continua ricerca di nuovi modi di esprimersi, strizzando l’occhio alle collaborazioni, al design d’interni e all’approfondimento della propria espressività nel campo della moda.

A volte, essere nati nell'epoca sbagliata, non è un male.

 

http://www.facebook.com/melancholiemitmonstern

http://melancholie-mit-monstern.tumblr.com/

 

 

 

 

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