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La giornalista di Striscia la notizia Rajae Bezzaz ha ricevuto la targa “Simbolo di Umanità ed impegno Civico” per il suo impegno per l’integrazione culturale.

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Giovedì, 11 Dicembre 2014 12:31

Paolo Gotti presenta S T O R I E S

Il 16 dicembre 2014 alle ore 18,30 nel foyer del Teatro Duse di Bologna Paolo Gotti inaugura la mostra STORIES. Un viaggio tra fotografia e letteratura del fotografo Paolo Gotti. La serie fotografica prende ispirazione dalle trame avvincenti di alcuni tra i più celebri romanzi di tutti i tempi a livello internazionale. Oltre ai pannelli fotografici di grandi e medie dimensioni, alle ore 19.30 sul palcoscenico del Teatro Duse verrà presentato il calendario tematico 2015 dal titolo STORIES. Un viaggio tra fotografia e letteratura con la partecipazione dell’attrice Giuseppina Morara, del giornalista e inviato de L’Espresso Roberto Di Caro e della giornalista e scrittrice Natascia Ronchetti. La letteratura può essere considerata la fotografia della complessità del mondo. Essendo dunque i romanzi un riflesso del reale, la realtà si ispira spesso alle loro trame. Il fotografo bolognese Paolo Gotti conduce un’indagine opposta rispetto a quella dell’editore alla ricerca della copertina di un libro. Gotti parte dagli innumerevoli scatti realizzati durante i suoi viaggi per poi ideare le trame a cui questi potrebbero ricollegarsi. Ad ogni immagine inoltre, vediamo accostata una citazione tratta dai romanzi più disparati, dai classici ai contemporanei, dai racconti a narrazioni storiche. Ed ecco dunque che ammiriamo il susseguirsi delle interpretazioni visive di Robinson Crusoe (1719) di Daniel Defoe, Cime tempestose (1847) di Emily Brontë, Anna Karenina (1877) di Lev Tolstoj, L’isola del tesoro (1883) di Robert Louis Stevenson, Racconti dei mari del sud (1921) di William Somerset Maugham, Sulla strada (1957) di Jack Keruac, Cent’anni di solitudine (1967) di Gabriel García Márquez, Il nome della rosa (1980) di Umberto Eco, La polvere del Messico (1992) di Pino Cacucci, Oceano Mare (1993) di Alessandro Baricco, Vergogna (1999) di J. M. Coetzee, per finire con La strada (2006) di Cormac Mc Carthy. 13 immagini per 12 romanzi di autori differenti che Paolo Gotti ha amato, e che hanno lasciato un segno nella sua vita personale, allo stesso modo dei suoi viaggi e dei suoi scatti. Il monumentale repertorio fotografico di Gotti conta oltre 10.000 fotografie scattate in oltre 70 paesi nei cinque continenti. L’unico romanzo che è citato in due immagini differenti è "Cent’anni di solitudine" di Gabriel García Márquez, in omaggio alla recente scomparsa del grande scrittore.

S T O R I E S un viaggio tra fotografia e letteratura 16 dicembre 2014 - 19 febbraio 2015 inaugurazione 16 dicembre ore 18,30 presentazione ore 19,30 Foyer Teatro Duse Via Cartoleria 42, Bologna

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Arriva il 17 novembre al Teatro Manzoni di Milano lo spettacolo “Il suono della voce – Confini e sconfini di un viaggio in musica”, versione teatrale de “Il suono della voce”, ultimo disco di Tosca che ha preso il nome dall’omonima canzone scritta per lei da Ivano Fossati.

 

“Il suono della voce” è un ambizioso progetto che segue la ricerca della novità, leitmotiv della carriera della cantante romana. Dopo “Romana” e “Sto core mio”, omaggi a mostri sacri della musica italiana come Gabriella Ferri e Roberto Murolo, Tosca ha infatti deciso di imbarcarsi in un viaggio nella musica proveniente da tutto il mondo, cimentandosi con canzoni edite, inedite, adattate, in lingua originale o stralciate.

La regia dello spettacolo è affidata a Massimo Venturiello, suo compagno nella vita, mentre la Bubbez Orchestra supporta Tosca nel passaggio tra nuovi brani scritti appositamente per lei, altri già noti, arrangiamenti innovativi e interpretazioni in lingua originale che provengono dalla tradizione libanese, yiddish, giapponese, portoghese, napoletana e romana.

 

Obiettivo dichiarato è il raggiungimento del piacere dei sensi. Non è importante infatti il punto d’arrivo del viaggio-spettacolo ma il coinvolgimento dello spettatore nella canzone, nelle luci e nella magia proveniente dal palco è il fine ultimo del progetto di Tosca.

 

 

Info

 

Tosca

Il suono della voce – Confini e sconfini di un viaggio in musica

Lunedì 17 novembre – ore 20.45

 

Teatro Manzoni

Via Alessandro Manzoni, 42, 20121 Milano

Tel. 02 7636901

 

Biglietti

Poltronissima € 30,00

Poltrona € 25,00

 

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Domenica, 11 Maggio 2014 12:16

La giornata internazionale dei Musei 2014

Sabato 17 Maggio una grande giornata per chi desidera conoscere, imparare e crescere.

 

Un giorno dedicato ai musei: la giornata internazionale dei Musei 2014. 

Per l’occasione, per il secondo anno il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia da Vinci, in collaborazione con ICOM-Italia, organizza sabato 17 Maggio una serie di incontri dedicati ai professionisti dei Musei.

L’appuntamento vuole offrire un momento di confronto e dialogo in cui condividere e presentare best practices attorno al tema di quest’anno: “Museum collections make connections - Creare connessioni con le collezioni”.

Il tema di quest’anno vuole ricordare che i musei sono istituzioni vive, al centro dei grandi cambiamenti della società contemporanea, che aiutano a creare legami, tra generazioni e culture del mondo, e dare una possibile risposta alle domande che la società contemporanea si pone.

 

La giornata inizierà alle 14.30 con una sessione plenaria per iniziare ad approfondire il tema della prossima Conferenza Generale di ICOM che si terrà a Milano nel 2016 e prosegue con una serie di workshop in parallelo che intendono porsi come una piattaforma collaborativa per uno scambio di conoscenza ed esperienza.

 

La giornata è parte di una tradizione che, dal 1977, celebra i musei e le istituzioni culturali con lo scopo di sensibilizzare il pubblico sulla funzione di queste istituzioni nello sviluppo della società. Ogni anno oltre 35.000 musei in tutto il mondo, da 143 paesi diversi, sparsi sui 5 continenti, partecipano a questa giornata.

 

Il programma del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia da Vinci è il seguente:

Sessione Plenaria Sala Cenacolo 14.30 - 15.10

 

Introduce i lavori Federica Manoli Coordinatore regionale Lombardia, ICOM-Italia, Museo Poldi Pezzoli

 

Saluti di

Fiorenzo Galli Direttore Generale, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci

Alberto Garlandini Presidente ICOM-Italia, Membro del Board ICOM-Internazionale

 

Musei e paesaggi culturali Daniele Jalla ICOM-Italia, Comitato per il programma della Conferenza Generale Milano 2016

 

I Sessione – 3 workshop Sala Cenacolo - Sala Conte Biancamano - Sala Bifora 15.20 -16.30

Temi

1. Curatori e conservatori

Supereroi nel museo contemporaneo?

2. Digitale museale

L’evoluzione dei linguaggi a servizio di una strategia integrata

3. Musei | Pubblici | Risonanze

Biografie culturali e autobiografie in dialogo

 

II Sessione – 3 workshop Sala Cenacolo - Sala Conte Biancamano - Sala Bifora 16.40 - 17.50

Temi

4. Da locale a connesso

I musei lombardi si mettono in rete

5. Dalla complessità alla sostenibilità

Evoluzione, usi e tendenze degli spazi non espositivi dei musei

6. Il Museo di tutti

Esperienze di inclusione e accessibilità

 

 

 

Un’occasione da non perdere! Nerospinto consiglia di segnare in agenda questa giornata particolare e culturale!

 

 

 

Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Via S. Vittore 21 - 20123 Milano T 02 48 555 1 F 02 48 0100 16

 

Per maggiori informazioni e iscrizioni alla giornata visitare il sito http://www.museoscienza.org.

 

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Giovedì, 30 Gennaio 2014 15:45

Enne cuori e il mondo intero

… che noi siamo quelli che “due cuori e una capanna” non ci hanno mai convinti. Perché poi c’è sempre la fregatura: dici una capanna, ma deve quanto meno avere l’aria condizionata. E la verandina. E una camera con gli stencil di Peppa Pig per i bambini. Fuck.

E dici due cuori, ma nella storia precedente ne hai lasciato più della metà. Oppure no, è tutto intero, il tuo cuore, e pompa così forte che c’è posto per ben più di un amore.

Che non c’è niente di sbagliato, nell’amore esclusivo, nel “due cuori”, persino senza capanna. Tu e io, io e te. Ma non c’è nulla di sbagliato nemmeno in tu, io e l’altro, e gli altri, in un tempo che cambia e che ci cambia. Che sdogana la parola amante restituendole la musica della sua radice. Amante è chi ama. Qualsiasi cosa o persona o essere vivente ami. Ed è una parola bella, che hanno fatto diventare cattiva. E non ci stiamo.

D’accordo, c’è un “però”. Che è la ragione di questa pagina. E il “però” è che quando si ama senza contagocce e senza regole precostituite, l’amore si dichiara. A tutti i coinvolti. Allora “amante” diventa una bella parola perché puoi amare senza riserve più di una persona. Puoi dichiarare amore al tuo amico d’infanzia e condividere con la tua ragazza la gioia di aver accolto nel tuo cuore anche lui. O lei.

Lo chiamano poliamore. La chiamano anarchia relazionale. Non la chiamano (non la chiamiamo: è il mio caso), ma quella cosa arriva lo stesso. Magari resta lì, in silenzio, per un sacco di tempo, perché stai bene con il compagno di quegli anni o perché gli incontri seguono vie misteriose. Ma lo sai che c’è, che ci può essere. E se la prendi per il verso giusto, che è sempre comunque quello del non tradire in primo luogo noi stessi, è una cosa che allarga il cuore, che fa spazio, che rende disponibili ad ascoltare il sentimento proprio e altrui.

Teorizziamo. Chiacchieriamo molto, noi “fatti così”. E scherziamo. Prendiamo in giro i monogami (solo quelli poco onesti, però): una mia amica li chiama babbani… Ogni tanto me ne domando il motivo, e l’ho fatto anche stasera, nello scrivere queste righe. Credo sia per il vizio tutto umano di definirsi, chiamarsi. Il peccato originale, io credo, non è nella famosa e controversa mela, ma nel potere di nominare le cose. Se gli dai un nome, diventa tuo. Terribile.

E quando mi accorgo che ci definiamo con precisione, che cerchiamo il nostro posticino nell’olimpo dei non-monogami, mi scoccio in fretta. Un nome, cos’è un nome? Quella che chiamiamo rosa, anche senza il suo nome, avrebbe lo stesso profumo. Suona saggio e libero. Poi però ripenso ai diritti, penso alle battaglie combattute da altri: omosessuali, bisex, genitori single… Smetto subito con l’elenco, tanto mi sa che qua ognuno ha il suo nomignolo da disadattato.

I diritti. Il diritto di stare diritti. Guardare gli altri negli occhi con l’orgoglio di chi ama con onestà. E vorrebbe diritti per sé e per gli altri: per sé, di lasciare entrare i propri compagni all’ospedale senza troppe domande (io vorrei poter compilare un elenco di autorizzati a guardare la mia cartella clinica, e poterlo cambiare anche tre volte al mese, se mi va. Invece se sto male chiedono a mia madre se e con chi vado a letto, e mille altre cose che lei non sa); per i bambini che cresciamo, di poter sfoggiare con orgoglio i propri padri e madri, anche se sono più dei canonici abitanti della capanna di cui sopra; per i nostri genitori, di poter un giorno vedere in televisione anche gente che vive come noi, senza che la fiction di turno riaggiusti qualsiasi porcheria sempre e soltanto con un “e finalmente vissero tutti felici e contenti (e sposati e tendenzialmente eterosessuali)”.

 

Lo so, ho detto tutto e niente. Grazie per lo spazio. Se volete leggere qualcosa di più serio, The ethical slut (da pochi giorni anche tradotto in italiano, La zoccola etica) è un bel libro. Gli scritti di Wendy O’Matik sono addirittura entusiasmanti. E molto altro ancora, che trovate bene in ordine su rifacciamolamore.it e su poliamore.org, solo per citarne un paio. Ci sono anche i gruppi facebook e per i più vintage… beh, mandatemi una mail e facciamo in modo di aggregarvi a qualche aperitivo poliamoroso, o non monogamo, o come lo volete o non lo volete chiamare. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

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"Ambiziosi, sexy, inquieti, cosmopoliti e discreti", le caratteristiche dei membri della community - a cui si accede solo per invito - che sta conquistando l’Europa (e non solo) si ritrovano per il launch party italiano, il prossimo giovedì 16 gennaio,  nel celebre locale modaiolo di zona Corso Como.     Dopo il suo successo in città come Amsterdam, Londra, Parigi e Barcellona, The Inner Circle  arriva anche a Milano e si presenta alla città con un party esclusivo in un locale simbolo della movida di corso Como, tra le aree più dinamiche e cosmopolite della metropoli lombarda che con il suo nuovo look fatto di grattacieli tutti specchi e vetri offre uno skyline degno delle grandi capitali nel mondo.   La conquista italiana di The Inner Circle inizia con l’evento di lancio giovedì 16 gennaio alle 20.30 nella scenografica cornice dell’11 Clubroom di via A. de Toqueville 11, dove tutti gli ospiti saranno accolti, tra free drink, finger food e djset a cura di dj Message, dai fondatori e dagli ambassador italiani del social network. Per l’occasione i bravi barman del locale hanno ideato uno speciale cocktail azzurro (colore ufficiale di The Inner Circle) tutto da gustare. La serata, a cui non mancare, è solo un assaggio di quanto accadrà nel prossimo futuro in occasione di svariati eventi sempre e solo dedicati ai membri di The Inner Circle.   L'ingresso con selezione alla serata è gratuito per tutti coloro che si iscriveranno a The Inner Circle attraverso il link www.theinnercircle.co/rsvp/milan/vanessari o dall'evento Facebook www.facebook.com/events/189388127923794. Il party all’11 Clubroom prosegue poi dalle 23.30 con la consueta programmazione del locale dove ballare sino a notte fonda.   Un primo appuntamento esclusivo a cui non mancare per scoprire The Inner Circle, il social network di life&style internazionale che raccoglie giovani e professionisti single con interessi e bisogni in comune, spingendoli a creare rapporti e relazioni con persone affini in termini di gusti, preferenze e cultura, sia nella vita quotidiana che attraverso internet.     The Inner Circle è un nuovo concetto di social network, dove l'iscrizione è possibile solo su invito e offre l'opportunità ai suoi membri di incontrarsi in eventi esclusivi che si svolgono nelle sedi più alla moda delle città in cui è presente. La comunità di The Inner Circle, incoraggia i suoi membri a staccare dal lavoro, spegnere il computer e uscire per incontrare persone stimolanti. "Crediamo che incontrare persone con gli stessi gusti e interessi, debba essere semplice, divertente e stimolante.", sottolinea David Vermeulen, giovane imprenditore britannico fondatore di The Inner Circle, che spiega come l’idea nasca da una necessità propria dei suoi creatori (dopo una rottura sentimentale) di realizzare una piattaforma online che aiutasse chi è troppo impegnato con il proprio lavoro nell’organizzare al meglio il tempo libero agevolando incontri con altre persone. The Inner Circle nasce così ad Amsterdam nel primi mesi del 2012, seguita poco dopo da Londra e Parigi. Dopo la sua creazione e in soli sei mesi, aveva già 10.000 membri. Oggi, con oltre 15.000 utenti, è diventata una comunità con tante storie da raccontare.   The Inner Circle è il primo sito di incontri in cui l’iscrizione è esclusivamente su invito. I membri invitano i loro amici, che a loro volta invitano i loro amici, creando una comunità sicura e protetta, e si differenzia da altri social network per il suo modo semplice, veloce e soprattutto "indipendente" che ti permette di incontrare nuove persone. Il rapporto dei suoi utenti non è solo virtuale, poichè The Inner Circle organizza e permette loro di partecipare agli eventi più esclusivi della propria città. La filosofia di The Inner Circle è di incoraggiare i suoi membri a staccare dal lavoro, spegnere il computer e uscire per incontrare persone stimolanti.   The Inner Circle:   è una comunità che si rivolge professionisti over 25, con poco tempo libero per incontrare nuove persone che condividono uno stesso stile di vita. Nata ad Amsterdam all'inizio del 2013 creata da David Vermeulen, un giovane imprenditore britannico, si è diffusa in breve tempo ad altre città europee come Londra o Parigi raggiungendo in soli sei mesi10.000 membri. Dal suo lancio, è diventata una comunità con tante storie da raccontare e a cui ispirarsi.   Web: www.theinnercircle.co Facebook: www.facebook.com/theinnercircle
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Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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