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Finalmente anche in Italia arriva Spotify. Da oggi è possibile avere un negozio virtuale dove ascoltare tutta la musica che desideriamo. Tutta? Almeno 20 milioni di canzoni on demand. Spotify è il futuro, l'inizio di un nuovo modo di fruire musica. Proviamo a riassumervi, punto per punto cos’è e come funziona questo nuovo sistema di ascolto, che ha rivoluzionato e rivoluzionerà il mercato musicale mondiale, per permettervi così di capire come poterlo sfruttare a vostro piacimento.

1. Che cos'è. Lanciato in Svezia nel 2008, Spotify è un servizio di ascolto musicale “in streaming”. Significa che le canzoni non vengono scaricate e conservate, ma si ascoltano senza salvarle, un po' come la radio. A differenza della radio, però, il servizio è on demand: l'utente non riceve passivamente una selezione di brani, ma può scegliere cosa ascoltare.

2. Come funziona. Sul proprio PC ci si iscrive su www.spotify.com, si sceglie il proprio abbonamento e si scarica/installa il software. L'intera esperienza di ascolto avviene attraverso questo software, su cui si cercano le canzoni, si costruiscono le playlist, si ascoltano quelle degli altri. Si può anche solo scaricare l'app per smartphone e tablet (in questo caso però si paga, come vediamo tra 2 punti).

3. Il catalogo. 20 milioni di brani approssimativamente. Cosa manca? Mancano i gruppi che iTunes ha in esclusiva per il Web (un nome su tutti: i Beatles). E mancano i dischi di artisti che preferiscono seguire una strategia di distribuzione ibrida, vendendo prima la propria musica in download e solo in un secondo momento aggiungendola su servizi some Spotify (Coldplay, Adele, Black Keys). Alcuni grandi assenti: Led Zeppelin, Pink Floyd, Ac/Dc.

4. Gli abbonamenti. Ci sono 3 possibilità. C'è Spotify Free, gratuita, che permette di ascoltare musica sul proprio pc senza limitazioni, ma con banner e annunci pubblicitari audio (circa tre minuti ogni ora di ascolto). Spotify Unlimited costa 4,99€ al mese ed elimina tutta la pubblicità. Queste opzioni richiedono un collegamento costante a Internet: la musica si ascolta solo online e su desktop. Diverso il discorso per Spotify Premium , a 9,99€ al mese, in questo caso funziona anche su tablet e smartphone e permette di scaricare fino a 9999 brani su tre dispositivi (3333 per dispositivo). I brani scelti non diventano “tuoi”, rimangono nella app e sono accessibili solo finché si rimane abbonati al servizio, ma, e questa è la grande differenza, possono essere ascoltati anche offline, senza connessione.

5. Playlist + Social. Su Spotify si possono sentire album e singole canzoni, ma il centro della fruizione musicale sono le playlist con le quali si crea la propria libreria personale: “Anni 80”, “Metal scandinavo”, "indie made in uk", a seconda dei gusti. Le playlist si condividono. E' la regola social che permette interazione e viralizzazione.  Possono essere pubblicate su siti, blog e tumblr, oltre che sui social network. Altra opzione interessante: si possono inviare playlist e singole canzoni come messaggio privato a un altro utente.

6. Quello che verrà. Molti giornali (tipo NME o Rolling Stone), etichette (la Ninja Tune per esempio), siti musicali e radio (la prima italiana è quella di Rockol) propongono le loro playlist. A marzo arriveranno anche servizi follow per seguire gli account di artisti, celebrità e trendsetter per scoprire tutte le novità in fatto di musica. Il futuro, insomma, è sempre più social.

 

Pubblicato in Musica

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