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La supermodella statunitense Bella Hadid è stata scelta come testimonial del mascara Diorshow Pump & Volume, ultima creazione della maison Dior Makeup.

Stasera in Piazza del Duomo a Milano ore 21.00 si svolgerà la grande ed attesissima cerimonia di apertura di Expo 2015.

In diretta su Rai Uno, un evento imperdibile presentato da Antonella Clerici e Paolo Bonolis in cui l'ospite d'onore sarà lo stimatissimo tenore italiano Andrea Bocelli, accompagnato dal compositore Andrea Morricone, figlio del Premio Oscar Ennio Morricone e dalla grande Orchestra Rai composta da 71 musicisti e 50 coriste. L'artista presenterà in anteprima mondiale il brano inedito "la forza del sorriso", colonna sonora di questa immensa manifestazione.

Un meraviglioso inno all'amore e alla felicità che ricorda come, spesso, un semplice ed inaspettato sorriso può regalare gioia alle persone e donare un prezioso nutrimento per l'umanità. Un appello dell'artista ad usare sempre il cuore in tutte le situazioni della vita, questa sarà la chiave del successo.

Il brano sarà accompagnato da un video in cui Bocelli interpreta il pezzo al pianoforte al 39° piano del Palazzo della Regione con immagini spettacolari di Milano, a partire dai luoghi storici della città fino ad arrivare alle ultime e più innovative costruzioni che hanno ultimamente contribuito ad abbellirla, come Piazza Gae Aulenti. Le riprese sono state girate da una troupe internazionale guidata dal regista Gaetano Morbioli.

Nella clip inoltre si vedranno alcuni momenti del tenore passati insieme all'amministratore delegato di Expo Giuseppe Sala e alla sua amatissima famiglia.

INFO:

Piazza del Duomo Milano

ore 21.00

www.expo2015.org/it/the-opening--il-30-aprile

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In un luogo, come la Biennale d'Arte di Venezia, dove la ricerca della novità e del contemporaneo è all'ordine del giorno, nel Padiglione Austria, presente sin dalla prima edizione, si torna un po' bambini.

 

Imitation of Life è una video installazione di Mathias Poledna, che ruota attorno a un cartone animato realizzato grazie alla collaborazione di artisti dei dipartimenti d'animazione degli studios di Los Angeles, tra cui la Disney.

 

Evocazione dell'epoca d'oro dell'animazione (gli anni '30 e '40), è stata prodotta una pellicola in formato 35 mm di circa 3 minuti. Reinventando il linguaggio tramite le sue contraddizioni (il metodo di produzione all'avanguardia per l'epoca e la narrazione basata su favole), spicca il contrasto tra la sinteticità delle scene e il grande lavoro che sta dietro alla sua realizzazione. Il vaudeville, i film muti e i musical sono alla base dell'opera: è un indagine della relazione tra arte e intrattenimento.

 

La scena si apre con un uccellino che vola tra i rami di un bosco e scopre un asinello, vestito da marinaio, che dorme e, svegliandosi, comincia a ballare e cantare nella natura. La stessa colonna sonora è stata registrata da un'orchestra completa, secondo lo stile del tempo.

Proseguendo, oltre 40 disegni, serviti alla realizzazione dell'opera, sono esposti sulle pareti. L'installazione ha lo scopo di favorire una lettura incrociata tra avvenimenti dello stesso periodo: la relazione tra arte europea e cultura americana di massa, l'emigrazione verso gli Usa e l'esportazione commerciale di quest'ultimi nel Vecchio Continente, la presentazione dei film d'animazione Disney alla Mostra del Cinema di Venezia, il tardo modernismo dell'architettura del padiglione e un'analisi del periodo 1938-1942, nel quale l'Austria espose nel Padiglione Germania.

 

 

Venezia, Giardini

Padiglione Austria

Fino al 24 novembre.

Dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 18.00

 

Nerospinto vi invita ad intraprendere un viaggio fatto di atmosfere gotico-romantiche, domenica 16 giugno presso Parco Tittoni a Desio.

Ad esibirsi vi sarà infatti The Spleen Orchestra, che porterà in scena il Tim Burton Show, uno spettacolo unico nel suo genere, che unisce musica, teatro, rendendo omaggio alla fantasia visionaria del grande regista americano.

La Spleen Orchestra nasce nel dicembre 2009, quando il pianista compositore (e vero appassionato di Burton) Silvano Spleen organizza una serata in onore del cineasta in un locale della Brianza.

La vicinanza tra le atmosfere burtoniane, rese in musica dal compositore Danny Elfman e il percorso artistico personale di Silvano Spleen , spingono quest’ultimo a reclutare personaggi originali e creativi, tra cui artisti, poeti  e musicisti.

Nasce cosi la Spleen Orchestra, composta da 8 elementi, che ripropone in chiave indie la ricchezza visiva ed emozionale dei film burtoniani, grazie anche ad un imponente allestimento scenico, trucchi, costumi e scenografie createad hoc.

Dopo il successo ottenuto in location prestigiose tra cui Hiroshima Mon Amour ed Estragon, festival , teatri, live show, come quello organizzato a Venezia in occasione del Carnevale 2012, il Tim Burton Show è pronto a stupire il pubblico di Milano e dintorni.

 

THE SPLEEN ORCHESTRA - Tim Burton Show

L'unica orchestra che omaggia il regno incantato di Tim Burton

In una location magica

Ingresso: 5€

Munirsi di tessera ARCI

In caso di pioggia, lo spettacolo si terrà presso l’ARCI Tambourine di Seregno

 

Parco Tittoni Traversi

Via Lampugnani, 62

Desio (MB)

 

Per maggiori informazioni:

http://www.parcotittoni.it/

http://www.thespleenorchestra.it/index.html

Scintillante, vorticoso, caotico e spettacolare: il Grande Gatsby ritratto da Baz Luhrmann è tutto questo.

Un turbinio di luci, musiche, balli sfrenati e avventori che si avvicendano ogni giorno nella casa dell'uomo più ammirato e misterioso di West Egg, celebrandone il mito ma non comprendendone appieno il potenziale.

 

Lo sfarzo e la ricchezza di questo fascinoso gentiluomo, che poco si concede delle grandi feste che organizza, sono uno specchio per le allodole che attrae la più ampia varietà di personaggi, tranne colei che lui veramente desidera, poiché, anche lo splendore del lusso più sfrenato, non può competere con la speranza che sa accendergli nel cuore quella luce verde che risplende ogni notte dall'altro lato della baia e che sembra possa afferrare solo tendendo la mano: la luce del pontile della casa della sua amata, la sua passione mai spenta per Daisy.

 

In una cornice anni 20 ricostruita in modo splendido, dai meravigliosi costumi alle preziose scenografie, il film rilegge in chiave pop (soprattutto per la scelta della colonna sonora, molto audace) il classico di F. S. Fitzgerald. Non potendo rendere la delicata poesia che caratterizza alcuni passaggi del libro, il regista ha optato per una lettura differente, portando all'estremo la resa visiva di alcune scene con carrellate vertiginose ed esplosioni di luce e colore, rendendo più contemporanei gli ambienti mondani descritti e regalando una dimensione a sé ai due protagonisti.

 

Il sentimento, mai dimenticato in 5 lunghi anni di distanza, che riempie il cuore di Gatsby viene esaltato con sequenze a tratti ironiche, ma nella maggior parte dal sapore onirico in quanto, come cerca di spiegare più volte l'amico Nick Carraway, non è possibile rivivere il passato.

Ma dentro Gatsby la convinzione e la volontà sono più forti della realtà e l'ardore che brucia in lui al solo pensiero di Daisy lo porta a credere che anche per lei sia la stessa cosa, che resteranno insieme per sempre.

 

Lo scontro con la verità dei fatti porta però a riflettere: Daisy è sposata, Gatsby per potersi permettere quanto possiede è entrato in affari con i peggiori malavitosi di New York e tutto ciò crea un solco tra i due che non si può cancellare.

Il conflitto tra un presente inaccettabile e un passato che deve rivivere ad ogni costo è incarnato perfettamente dal protagonista, la cui dedizione al proprio sogno lo porta ad avere fede nelle sue possibilità sino al momento della sua morte.

 

Un impareggiabile Leonardo Di Caprio sovrasta tutto il cast (composto da star di rilievo quali Tobey Maguire, Joel Edgerton, Isla Fisher), rendendo con i gesti e soprattutto con gli sguardi il tormento di un uomo innamorato e prigioniero di un'illusione meravigliosa da cui è impossibile affrancarsi, ma sprigionando al contempo quel fascino e quella compostezza degna dell'uomo più mirabile e realizzato, quale Gatsby mira ad essere.

 

Un film da non perdere per lasciarsi incantare dal fascino di un'epoca che non c'è più e per farsi travolgere dalla forza di un amore che determina la grandezza di un uomo più di quanto possa fare qualsiasi ricchezza o posizione sociale.

 

“Il cinema deve essere spettacolo, è questo che il pubblico vuole. Per me lo spettacolo più bello è quello del mito. Il cinema è mito”. Così diceva Sergio Leone.  Al regista si deve  l’origine del genere spaghetti-western negli anni Sessanta, una sorta di caricatura dei western americani, che ha influenzato registi come Quentin Tarantino e Robert Rodriguez e ha permesso al cinema italiano di raggiungere la fama mondiale.

Per ricordare la sua genialità noi di Nerospinto segnaliamo domenica 17, 24 e 31 marzo presso lo Spazio Oberdan e a cura della Fondazione Cinetica Italiana i suoi due più grandi capolavori in edizione restaurata:  C’era una volta il West (1968) e C’era una volta in America (1984).

I suoi western sono contraddistinti da un crudo realismo e una marcata violenza, con personaggi solitari e fedeli solo al denaro e alla vendetta, ma anche da uno splendore paesaggistico, con distese sconfinate alternate a primi piani, il tutto unito dalla splendida colonna sonora con tonalità semplici ma di grande impatto di Ennio Morricone.

C’era una volta il West è la sua opera più matura e fedele alla tradizione, nella quale il regista cerca di unire elementi del western classico con il nuovo spaghetti-western. In C’era una volta in America, invece, il regista esce dal genere a lui caro e cerca di realizzare l’epopea storica degli Stati Uniti, spingendosi verso un cinema più complesso.

 

Schede dei film

 

Domenica 17 e domenica 31 marzo (h 16.15)

C’era una volta il West

R.: Sergio Leone. Sc.: Sergio Donati, S. Leone. Int.: Charles Bronson, Henry Fonda, Claudia Cardinale, Jason Robards, Woody Strode, Gabriele Ferzetti. Italia/USA, 1968, col., 167’.

La frontiera con l’ovest si sta spostando, la ferrovia sta per collegare l’Atlantico al Pacifico, cancellando ciò che rimane del vecchio Far West. Intorno a questi binari s’incrociano le strade di sei personaggi: Frank, Armonica, Cheyenne, Morton, uomo d’affari, che rappresenta il progresso e Jill, proprietaria di un terreno che vale milioni di dollari. Ognuno è condizionato dai propri problemi personali e cerca di raggiungere il proprio interesse, anche se ne usciranno tutti sconfitti, tranne Jill perché al western non appartiene e può sopravvivergli.

Ingresso € 7; € 5,50 con Cinetessera

 

Domenica 17 e domenica 31 marzo (h 16.15)

C’era una volta in America  (Once Upon a Time in America)

R.: Sergio Leone. Sc.: Leo Benvenuti, Piero De Bernardi, Franco Arcalli, Franco Ferrini, Enrico Medioli, S. Leone. Int.: Robert De Niro, James Woods, Elizabeth McGovern, Joe Pesci, Treat Williams, Danny Aiello. Italia/USA, 1984, col., 255’.

New York, 1933. David “Noodles” Aaronson è un criminale ebreo, una sera dopo un colpo andato storto, viene braccato da dei sicari di un sindacato criminale ed è costretto a fuggire. Trentacinque anni dopo torna,  attirato dal misterioso invito di un certo senatore Bailey. Nel tentativo di scoprire di più circa questo mistero, Noodles ripercorre la sua vita, i suoi ricordi, dalla sua infanzia nel ghetto ebraico, fino alla scalata sua e dei suoi amici nel crimine organizzato.

Ingresso € 8; € 7 con Cinetessera

 

Informazioni al pubblico: Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, Milano; sito web   http://oberdan.cinetecamilano.it; Biglietteria: 02 7740 6316

Non è un segreto che i film di fantascienza , anche se in modo romanzato e chiaramente inesatto, possano guardare al futuro ipotizzando l’evolversi di alcuni aspetti della vita umana. La gamma delle previsioni che scrittori e registi ostentano a formulare va dalle probabili invenzioni tecnologiche, al possibile nostro modo di agire come società. Tutti sono d’accordo nell’affermare che molte delle più grandi creazioni siano state preannunciate dalla fantascienza, dai sottomarini ai viaggi spaziali, ma pochi scrittori hanno raggiunto il livello di ‘profezie’che si sono in seguito realmente avverate, come quelle di Arthur C. Clarke e Stanley Kubrick in 2001: Odissea nello spazio.

Liberamente ispirato a due racconti di Clarke, 2001: Odissea nello spazio è stato scritto da Clarke e Kubrick nel 1968 contemporaneamente in forma di libro e sceneggiatura. Nonostante alcune variazioni, il film e il libro raccontano la stessa storia e fanno le stesse previsioni circa il futuro dell'uomo in materia di tecnologia. Mentre alcune di queste previsioni rimangono ad oggi al di fuori della nostra portata, come i viaggi nello spazio con l’equipaggio alla volta di Giove, altre invece si avvicinano sorprendentemente alle cose cosí come si presentano  ad oggi. 2001: Odissea nello spazio non si è quindi rivelato solo un  cambiamento in ambito cinematografico, ma la pellicola è come se avesse preparato il terreno per alcuni degli eventi che poi avrebbero cambiato la nostra vita. Siete in grado di ricordare tutte le sequenze che si possono considerare delle piccole ‘predizioni’? Ripercorriamo alcuni elementi che si possono considerare a dir poco visionari:

-          iPad  Kubrick era avanti più di 40 anni rispetto a Steve Jobs per quanto riguarda l'invenzione dell’iPad. Nel corso della missione Giove infatti, i due medici / astronauti a bordo della nave utilizzano tavolette elettroniche che sembrano sospettosamente molto simili alla versione di Apple.

-          Mini TV in volo nel 1968 erano solo una fantasia, mentre ora possiamo tranquillamente guardare il film che abbiamo scelto direttamente dal retro del sedile di fronte.

-          Computer che legge il labiale uno degli sviluppi informatici più recenti, che derivano da previsioni che si trovano in 2001: Odissea nello spazio, è il computer con la capacità di leggere le labbra. Nel 2009 è stato annunciato che non solo è possibile questo software, ma può anche leggere in diverse lingue.

-          Skype quello del film risulta essere un videofonino molto arcaico, ma ció di interessante è la previsione della comunicazione video, come Skype, che é ormai diventata un luogo comune.

http://www.youtube.com/watch?v=wiyOfgMiMbc

-          Turismo spaziale lo Spazio non è ancora diventata una meta molto usuale, ma il turismo spaziale è una realtà dagli anni ’80.

-          Display in vetro della cabina di guida il suo aggiornamento ad oggi è quello con indicatori analogici, quadranti e schermi digitali, ma quella che vediamo in 2001: Odissea nello spazio è diventata una realtà con il rilascio del MD-80 che risale a oltre 10 anni dopo, nel 1979.

-          Flat screen dai monitor dei computer ai televisori, gli schermi piatti hanno sostituito i vecchi sistemi CRT, dando agli spettatori una migliore risoluzione e più spazio sullo schermo.

Nel caso non siate riusciti a ricordarveli tutti, domani lunedì 11 febbraio, rinfrescatevi la memoria all’Auditorium San Fedele. La fondazione Culturale San Fedele infatti, celebra il capolavoro di Stanley Kubrick con due proiezioni straordinarie della copia restaurata e in lingua originale del film (ore 18.00 e 20.00). Per la prima volta in Italia, la spettacolare colonna sonora di 2001: Odissea nello spazio potrà essere ascoltata con un'altissima definizione audio grazie al sistema di 40 altoparlanti spazializzati sito all'interno dell'Auditorium San Fedele: l'Acusmonium SATOR. Un'occasione unica per riscoprire in sala una delle pietre miliari della storia del cinema.

11-02-2013 alle ore 18/20 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick

Auditorium San Fedele - via Hoepli 3/b (galleria) - Milano (MI)

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Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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