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Domenica 8 ottobre 2017 al Teatro Dal Verme di Milano ci sarà la terza edizione del Dreamers Day, il primo evento dedicato ai sogni e ai sognatori.

Amici di Nerospinto, vogliamo presentarvi 5 nuovi appuntamenti in programma all'Elfo Puccini da venerdì 6 a martedì 10 dicembre, spettacoli di qualità che sapranno stupirvi ed amozionarvi.

Dal 6 all'8 dicembre in sala Fassbinder si parte con Lo show dei tuoi sogni.

Lo Show chiude il trittico dedicato all'Accademia degli Artefatti, nello spettacolo le parole dello scrittore Tiziano Scarpa dialogano con i suoni e le musiche di Luca Bergia e Davide Arneodo dei Marlene Kuntz, per raccontare di un tessitore di sogni, un incantatore, un uomo che riesce a ipnotizzare un'intera nazione facendola sognare quello che vuole lui. Tiziano Scarpa presenta Lo show come un'opera che trova vie interpretative nuove, lontane dagli spettacoli di massa, non vengono proposte immagini preconfezionate, da guardare e in qualche modo subire, ma ci si serve della fantasia dello spettatore, della sua capacità di giocare con la propria immaginazione e di sognare.

Elfo Puccini, sala Fassbinder, corso Buenos Aires 33 - Milano Dal 6 all'8 dicembre

Ore 21:00 (domenica ore 15:30)

Prezzi: intero € 30.50 - ridotti € 27 e € 16 - martedì € 20

 

 

Dal 7 al 31 dicembre ritorna Alice Underground, il cartoon teatrale di Bruni e Frongia.

Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie e Al di là dello specchio sono state rivisitate più volte nel corso degli anni, Ferdinando Bruni e Francesco Frongia ne hanno tratto uno spettacolo, debuttato il 3 dicembre 2012, che ha sorpreso e incantato per le invenzioni sceniche, sospese tra tecnologia dei video e arte del disegno. Lo spettacolo diverte e sorprende, è un'ora e mezzo di spasso e puro piacere visivo, emozione e suspence, capace di suscitare nel pubblico meraviglia e stupore, è una rappresentazione fantasiosa, accattivante e raffinata. Si tratta di un cartoon teatrale realizzato con più di trecento disegni, dipinti ad acquerello con pazienza certosina e quindi animati in un flusso continuo di proiezioni, nelle quali gli attori in carne e ossa si perdono per poi ritrovare la dimensione del sogno e dell’infanzia. Una scatola magica dove è possibile contestare il senso delle parole, inscenare assurdi indovinelli, mettere in dubbio le nostre certezze.

Accanto ad Alice, interpretata da una "perfetta, anzi perfettissima" Elena Russo, tre attori che danno corpo e voce a ventisei personaggi di Carroll, trasformandosi senza tregua e interpretando dal vivo canzoni che prendono a prestito le note dei Roxy music, dei Pink floyd, dei Beatles, dei Rolling Stones.

Il titolo dello spettacolo, Alice underground, prima ancora che alludere alla cultura antagonista,ricalca il titolo della prima stesura del capolavoro di Lewis Carroll (scritta e illustrata a mano dall’autore per la piccola Alice Liddell); a sottolineare che si tratta di un viaggio sottoterra, nei territori misteriosi del sogno e dell'inconscio, alle radici dell'individuo e della collettività.

Elfo Puccini, sala Shakespeare, corso Buenos Aires 33 - Da sabato 7 a martedì 31 dicembre

Orari: martedì/sabato ore 20:30 - Tutte le domeniche e il 26 dicembre ore 15:30

ATTENZIONE: Lo spettacolo non andrà in scena dal 23 al 25 dicembre

Prezzi: intero € 30.50 - ridotti € 27 e € 16 - martedì € 20

Speciale 31 dicembre

 

 

Solo lunedì 9 dicembre, in sala Shakespeare, Se Betlemme avesse lu mare, spettacolo di Gianfelice Facchetti con gli attori detenuti del carcere di Monza.

Gli attori della Casa circondariale di Monza diretti da Gianfelice Facchetti, portano in scena un soggetto originale del regista, che giorno per giorno si è andato trasformando con il lavoro di tutti gli attori-detenuti che partecipano al laboratorio teatrale. Il gruppo, formato da interpreti di varia nazionalità, tra i 22 e 45 anni, ha già avuto occasione, lo scorso anno, di mettere in scena lo spettacolo con successo al teatro Villoresi di Monza.

È la storia di una sgangherata compagnia di commedianti, condannata a rappresentare tutti gli anni il presepe vivente. Unica novità prevista per loro sulla scena, è quella di poter interpretare per la prima volta personaggi umani in carne e ossa, liberi di pensare e agire. Gli uomini provano a riprendersi la scena e con loro anche la “benedetta tra le donne”, Maria, anch’ella interpretata da un uomo ignaro del finale che lo attenderà. Anche se tutto avrà inizio con leggerezza, arriverà il momento “doloroso” del parto e della nascita tanto attesa dall’umanità intera. Partire o partorire, questo è il problema: vale la pena fare rinascere un’altra volta e anche solo per finta Gesù, per vederlo trasfigurato nel tempo di un atto unico in un povero Cristo?

Lunedì 9 dicembre, ore 21, sala Shakespeare 

Posto unico €15, ridotto abbonati Elfo €10

 

 

Dal 10 al 31 dicembre, in sala Fassbinder le repliche di  The History Boys.

La commedia di Alan Bennett nella versione di Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani ha debuttato il 10 dicembre 2010 all'Elfo Puccini di Milano diventato subito un "caso" nel panorama teatrale italiano: fino a oggi è stata replicata 241 volte, a Milano e in tour. Un successo confermato dai tre Premi Ubu vinti 2011 e dal Premio le Maschere del teatro nel 2012, che si vanno ad aggiungere al "palmares" della versione originale (tre Olivier Awards e sei Tony Awards). 

Il testo di Alan Bennett è stato pubblicato da Adelphi con il titolo Gli studenti di storia.

 The history boys mette in scena mette in scena un gruppo di adolescenti all’ultimo anno di college, impegnati con gli esami di ammissione all’università. Sono ragazzi molto diversi tra loro ma affiatati: dal leader della classe, il donnaiolo Dakin, al fragilissimo Posner, innamorato - per nulla segretamente - di lui, fino al poco convenzionale Scripps , in crisi spirituale. L’insegnante di inglese, Hector (“irresistibile” Elio De Capitani) e quella di storia, Mrs Lintott, cercano di stimolare la loro curiosità al di là dei percorsi consueti e preconfezionati, infischiandosene del prestigio, delle tradizioni, dei primati e dei punteggio scolastici, mentre il preside (Gabriele Calindri), per buon nome della scuola, li vorrebbe tutti a Oxford o Cambridge.

Si apre così uno scontro che vedrà scendere in campo anche un giovane professore, cinico e ambizioso, incaricato dal preside di dare una “ripulita” allo stile dei ragazzi, renderlo più brillante, “giornalistico” e più spendibile al “supermercato del sapere”, con buona pace della ricerca storica e dei dibattiti di metodologia.

In scena - accanto ai “professori” Elio De Capitani, Gabriele Calindri, Riccardo Bocci e Debora Zuin, 8 giovani attori che hanno conquistato collettivamente il premio Ubu Nuovi attori under 30.

Elfo Puccini, sala Shakespeare, corso Buenos Aires 33 - Da martedì 10 a martedì 31 dicembre 

Orari: martedì/sabato ore 20:30 - Tutte le domeniche e il 26 dicembre ore 16:00

ATTENZIONE: Lo spettacolo non andrà in scena dal 23 al 25 dicembre

Prezzi: intero € 30.50 - ridotti € 27 e € 16 - martedì € 20

Speciale 31 dicembre 

 

 

Dal 10 al 17 dicembre Nuove storie in sala Bausch Sembra ma non soffro della compagnia Quotidiana.com.

2° espisodio della trilogia dell’inesistente_ esercizi di condizione umana di e con Roberto Scappin, Paola Vannoni. una produzione quotidiana.comcon il sostegno di Kilowatt Festival, Provincia di Rimini.

La compagnia riminese Quotidiana.com presenta a Nuove storie il secondo capitolo della trilogia che ha dedicato al "luogo comune" e alle sue manifestazioni più ottuse e taglienti.

Sembra ma non soffro mette in scena una preghiera, una litania che i protagonisti offrono al pubblico inginocchiati su due scranni da chiesa, in una scena bianca e spoglia. Mostra il lato grottesco e poco razionale delle superstizioni come dei principi religiosi, messi a nudo con un’ironia spiazzante che in più di un punto dello spettacolo fa scoppiare il pubblico in aperte e divertite risate.

Quotidiana.com è una compagnia fondata a Rimini nel 2003 da Roberto Scappin e Paola Vannoni. Autori di una scrittura che nell’uso di ironia e sarcasmo sottili e prepotentemente dissacranti. Un teatro provocatorio, con il gusto feroce e politico di mostrare l’inesistenza del nostro reale, che vuole riflettere lo sgomento di come siamo, affrontare le cose da un punto di vista scomodo.

Sabato 14 dicembre ore 18.00, nel foyer del Teatro si terrà la presentazione del libro Trilogia dell'inesistente di Paola Vannoni e Roberto Scappin, l'Arboreto edizioni, Mondaino 2013partecipano Ferdinando Bruni, Elio De Capitani, Graziano Graziani e Simone Nebbia

Elfo Puccini, sala Bausch - ore 19.30 (domenica ore 17)

Posto unico € 15

 

Informazioni e prenotazioni per tutti gli spettacoli:

02.0066.06.06 - www.elfo.org

 

Cosa succede alla setta di Carroll?

 

I follower, che sembravano una falange compatta e coesa, cominciano a dare segni di cedimento, malumore, quasi ribellione.

Rodrerick, braccio destro e operativo del leader lo tradisce e arriva addirittura a rapirne il figlio, fa accordi con l’FBI e si fa portavoce del dissenso crescente tra le fila dei seguaci.

I follower avevano infatti sperato in una conquista del mondo imminente o almeno repentina una volta che il loro “sacerdote” fosse arrivato tra loro e nella casa sicura, sede della setta.

 

Invece Joe Carroll sembra non pensarci proprio. Nessuna azione di conquista, nessun omicidio di massa, nessun virus letale per la popolazione, neppure un piccolo virus nei computer di ogni cittadino americano. Praticamente nulla. Eppure la sua liberazione dal regime di stretta detenzione da parte dell’FBI era stata una operazione complessa e con molto spargimento di sangue.

Carroll al contrario che fa? Scrive! Si occupa a tempo pieno del romanzo della sua vita dove amore e morte, edificazione e distruzione vanno di pari passo e per realizzarlo appieno e compiutamente ha bisogno di Ryan Hardy, il suo alter ego in questa vita, il suo nemico più acerrimo e la sua unica vera fonte di ispirazione. Il romanzo della vita di Carroll non può e non deve prescindere da quello di Hardy. I due lotteranno uno contro l’altro e vivranno insieme. O insieme soccomberanno.

 

Gli ultimi due episodi di The Following però vedono Joe Carroll perdere colpi.

Ryan è più scaltro, più agguerrito e forse anche più fortunato. Fa proclami in televisione, stringe patti con i follower che pensano di tradire il loro leader, mette a segno colpi eccellenti, come la liberazione e la messa in sicurezza del figlio di Carroll che è anche figlio di Claire, l’unica donna che Hardy ama. Il capo della setta a sua volta deve invece fare i conti con defezioni e malcontenti.

Rodrerick fugge e fa patti con Ryan, Emma scontenta del suo rapporto non più esclusivo con il leader pensa di stringere un patto con Jacob che a sua volta si sente minacciato da Carroll per aver fallito la liberazione di suo figlio e il clima all’interno della casa sicura è di incertezza e timore per il futuro prossimo. La polizia e l’FBI stanno per arrivare al cuore della setta e alla residenza rifugio di tutti loro. Carroll impone a tutti di mantenere la calma. Ma è solo una tregua momentanea.

I follower non sono più una falange coesa. La setta come gruppo inizia a scricchiolare.

 

La minaccia più dura e reale per Carroll arriva però da Claire. L’ex moglie, tenuta in ostaggio con il figlio, lo avvicina con un inganno e lo pugnala con decisione, ma non mortalmente.

Carroll riesce a fermarla e pur gravemente ferito chiama soccorso: Claire ha purtroppo fallito.

Il serial killer è furioso. Il senso di tradimento e sconfitta lo assale con tutta la forza.

Il suo progetto grandioso e universale gli si sta frantumando sotto gli occhi; le misure da prendere dovranno perciò essere proporzionate e persuasive.

Joe Carroll chiama Ryan Hardy e gli dice che la donna che entrambi amano presto morirà.

La maledizione che grava sull’esistenza dei congiunti dell’agente dell’FBI si verificherà nuovamente. Sarà come se Claire la uccidesse direttamente Hardy.

Solo una brutta minaccia o una ennesima azione distruttiva di Carroll e la sua assurda setta?

 

Gli ultimi due episodi di The Following si sono basati essenzialmente sulla relazione “a tre” dei protagonisti della serie. È vero che il rapporto tra Carroll, sua moglie e l’agente Ryan è sempre stato presente e forte ma nei primi episodi lo spettatore è stato chiamato a concentrarsi soprattutto sulla setta, sui seguaci del serial killer e sullo scopo perseguito da tutti loro.

 

Ora, i rapporti interpersonali acquistano un significato altro e diventano quasi la chiave per decifrare le intenzioni del killer e le motivazioni di ogni componente del gruppo, ma anche per spiegare e giustificare l’antagonismo corrente e sempre vivo tra i due protagonisti maschili della serie.

 

Ovviamente Carroll e Hardy sono “nemici” per definizione di ruoli e per essere schierati ognuno dalla parte contrapposta del bene e del male, ma non basta. I due sono antagonisti e contrapposti anche per la ragione più preistorica e ancestrale dell’umanità: una donna.

Nello specifico Claire, ex moglie di Carroll e amante di Hardy. La contesa per l’amore e il “possesso” della donna spingono il killer a modificare e aggiornare continuamente le sue azioni criminose e a trasformare e adattare i suoi piani, coinvolgendo naturalmente anche i seguaci della sua setta.

 

Negli ultimi episodi, così, le uccisioni e i crimini si sono concentrati sulla figura di Claire, sul come sottrarla dal controllo dell’FBI, riportarla a suo figlio, nella casa rifugio della setta, ma essenzialmente su come ricondurla al suo ex marito. Azione e operazione che hanno visto ancora una volta follower e agenti scontrarsi e ferirsi a morte.

 

Il salto narrativo operato nella struttura della serie televisiva, che passa dalla visione di sole scene di azione a quello dei rapporti personali, non si limita, però, solo al rapporto a tre dei protagonisti, ma inizia a coinvolgere seguaci e personaggi minori della storia. Emma e Jacob ad esempio. Amici, amanti e poi nemici ora grazie all’intervento di Carroll sono diventati antagonisti anche loro all’interno della stessa setta.

 

Chi è il più bravo a uccidere? Chi si conquisterà le attenzioni del leader? Chi sopravvivrà alla competizione interna che sembra lambire più membri della setta? I prossimi episodi saranno chiarificatori di queste tematiche psicologiche e umane della serie televisiva che non mancherà comunque di presentare scene di azione e attuazione di piani criminali.

Intanto, però, fa riflettere che lo stesso Carroll ha bisogno di alzare la voce e di imporsi proprio con il suo braccio destro più importante, Rodrerick.

Serpeggia un certo scontento tra i follower e la causa è proprio il cambio repentino di livelli tra azione e rapporti umani. Le priorità del leader sembrano essere cambiate e a risentirne è l’intera setta dove i seguaci si ritrovano a essere relegati a semplici mercenari. Rodrerick lo fa presente espressamente a Carroll: i seguaci aspettavano con trepidazione l’arrivo del leader nella casa rifugio perché convinti che la conquista del Mondo da parte loro sarebbe stata imminente e ricca di azione.

Invece no. Il serial killer ora uccide e dissemina terrore solo per uno scopo strettamente personale.

I follower lo seguono ancora ma quanto durerà tutto questo?

 

 

La lunga mano del serial killer si estende a ogni nuovo episodio e i follower diventano più numerosi e organizzati.

Nell’ultima puntata, andata in onda rigorosamente in lingua originale, la novità è stata rappresentata dal personaggio dell’avvocatessa, anche lei una “seguace” di Carroll, ma con una particolarità, non è una adepta spontanea. Il serial killer la minaccia e la costringe. La giovane avvocatessa diventa, così, suo malgrado, la portavoce ufficiale di Carroll e la sua messaggera privata. Una svolta impensata nella sceneggiatura di The Following, dove i seguaci e gli adepti della setta sono scelti dal serial killer ma possono ora anche essere vittime della stessa organizzazione criminale. Il senso di questo cambiamento nello sviluppo della storia può essere trovato nella intensificazione della suspense e nella volontà dei creatori della serie di coinvolgere gli spettatori ad ogni azione dei personaggi. The Following comincia puntando l’attenzione sulla minaccia e le implicazioni che possono arrivare dalla Rete. La comunità di internet è un bacino inesauribile di contatti al quale attingere per coinvolgere persone, ma creare anche storie e vite parallele. I primi follower di Carroll sono coinvolti in un progetto criminale e malvagio che condividono e che fanno proprio. Gli ultimi sviluppi della serie presentano qualcosa che fa ancora più paura della scelta libera e consapevole, seppur sbagliata, dei primi seguaci del serial killer: la coercizione.

Si può essere coinvolti nei piani diabolici, spietati e folli di Carroll anche senza il proprio volere.

Quando la giovane avvocatessa si presenta alla stampa, facendosi portavoce del serial killer, declamando e citando brani di Edgar Allan Poe a molti sembra un gesto incomprensibile, ma i veri seguaci di Carroll sanno che è un messaggio del loro leader per loro: è il segnale per dare il via a nuove e pericolose azioni.

Stessa sorte tocca all’ex moglie del killer quando l’avvocatessa si fa messaggera e la induce a violare la sorveglianza dell’FBI e ad eseguire la volontà di Carroll se vuole rivedere il loro bambino.

A questo punto, nella serie e nella storia cambia tutto. A far paura agli spettatori non è solo una setta invasata e criminale ma la possibilità che tutti possiamo entrare a farne parte, pur senza il nostro volere. Alla giovane avvocatessa, Carroll fa mozzare un dito per costringerla ad agire.

A qualcun altro quindi può fare di peggio, se questo serve ai propri scopi.

All’azione precisa e metodica dei follower e del serial killer risponde sempre la contro-azione mirata e inequivocabile dell’antagonista Ryan Hardy e degli agenti del Bureau che personificano la legge e l’ordine. Bravissimi a seguire le tracce dei criminali e a intervenire per scongiurare la tragedia collettiva passo dopo passo. Hardy e i poliziotti rappresentano l’azione contrastante alla setta e al killer ma non rappresentano la speranza. O almeno non ancora.

E questo continua a far paura.

 

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