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Biglietti da visita della Tipografia Baffigi: Una storia di lusso lunga un secolo

I biglietti da visita più raffinati e unici, che hanno fatto innamorare star del cinema e duchesse, sono italiani: della Tipografia Baffigi.

Tutto ebbe inizio più di un secolo fa, quando Palmede Baffigi, tipografo italiano, decise di trasferirsi in quella che al tempo era la capitale del gusto e dell’eleganza, la Ville Lumière. A Parigi iniziò a lavorare presso l’editore tipografico Flammarion, ma ben presto diede vita a una sua attività in proprio: questo gli consentì di svolgere tutti i tipi di ruoli, da quelli legati alla produzione, fino al marketing.

Palmede Baffigi è un altro dei tanti nomi italiani che hanno deciso di cercare fortuna all’estero e che all’estero questa fortuna l’hanno davvero trovata.

Al tempo quello dell’editoria non era un terreno semplice in cui avventurarsi, era anzi economicamente molto pericoloso: ecco dunque che Palmede Baffigi decise di dedicarsi in maniera specifica all’affinamento delle tecniche tipografiche di biglietti da visita, soprattutto, ma anche diplomi, carta da lettere e inviti. In poche parole, Palmede Baffigi decise di sposare l’eleganza per conquistare la Parigi bene.

L’Europa degli anni ’40, però, non era un continente pronto ad accogliere l’estro creativo di Palmede Baffigi: la guerra era alle porte, e il tipografo scelse di correre ai ripari, come molti artisti del tempo, oltreoceano, a New York.

In America Palmede Baffigi scrutò con attenzione il pubblico e l’offerta ed arrivò ad aprire una bottega in Madison Avenue: fu in questi anni che il nome Baffigi finì sulla bocca di tutti, dagli uomini d’affari, ai pubblicitari, fino alle famiglie più in vista.

La produzione dei biglietti da visita della Tipografia Baffigi raggiunse l’eccellenza, e quei meravigliosi cartoncini finirono nelle mani più importanti del mondo: quelle di Marylin Monroe, di Hemingway, di Proust, di Henry Ford, della Duchessa di Parma. I più grandi nomi della cultura, delle famiglie reali, i più nobili gentiluomini e ricchi imprenditori, insomma, avevano sempre nel taschino i biglietti da visita della Tipografia Baffigi.

La disarmante perfezione dei biglietti da visita Baffigi sta nella loro semplicità: gli elementi sono pochi e accuratamente bilanciati, sono messi in rilievo a secco in maniera delicata e colorati, lasciando però molto spazio bianco, per un tripudio di eleganza.

Si dovette aspettare l’ottantesimo compleanno di Palmede Baffigi per riaccoglierlo in patria: nella Grande Mela, oramai, si andavano affermando nuove tecnologie di stampa, e il lavoro era sempre meno.

Palmede Baffigi è morto già da 36 anni, ma ha lasciato un’eredità enorme: l’idea che i biglietti da visita debbano far conoscere agli altri la personalità, il gusto, l’intelligenza e il potere. E per far ciò basta la scelta di un carattere, di una profondità cromatica, di una carta, di una luce, di uno spessore.

Oggi il marchio storico Baffigi è stato riportato in vita da un gruppo di imprenditori lucchesi. Grazie a un importante lavoro di rivalutazione del brand e alla restaurazione di tutte le macchine antiche, i tutti i caratteri di metallo, del prezioso archivio integrale e soprattutto della passione, ogni opera tipografica può nuovamente rispettare il canone ineccepibile della tipografia internazionale di lusso fondata da Palmede Baffigi.

Oggi i biglietti da visita della Tipografia Baffigi sono realizzati da Maestri di stile e di cultura, seguendo appieno il codice dei beni di lusso, e finiscono nelle mani di clienti raffinati, ai quali è chiesto di compilare una scheda per esporre i propri gusti e parlare della propria personalità. Ciò che avviene dopo è pura magia: dalla scelta della carta, al font, dal colore, alla pressione, passando per la forma degli angoli, per i rilievi e tutte le particolarità che possano al meglio evidenziare le caratteristiche del cliente. La cura per la lavorazione – si sarà intuito – è maniacale.

Per sentirsi un nobile d’altri tempi, un po’ Coco Chanel o Salinger, per ritrovarsi immersi nello stile di un’altra epoca, basta dare un’occhiata alla pagina Facebook della Tipografia Baffigi, e a chi non si pone limiti di costi non resta che farsi un regalo sul sito ufficiale.

Beatrice Bellano

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