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70 volte 7: Intervista alla regista

"Settanta volte sette" è un musical unico nel suo genere e per conoscerlo meglio abbiamo intervistato la regista Marisa della Pasqua.

 Un drama musical inedito, emozionante e di grande passione. Uno spettacolo che non potrà lasciare indifferenti. Mancano poche ore alla prima di “Settanta volte sette”, spettacolo scritto e diretto da Marisa Della Pasqua.

A far da filo conduttore, scivolando e avvolgendosi alle musiche firmate da Maurizio Desinan, il tema del perdono, sviluppato come vero motore propulsivo di una storia a tinte forti con risvolti inaspettati. Flash back dal passato e momenti del presente s’intrecciano in una scenografia neutra ed essenziale, con evocazioni spazio temporali. Qui, il cast di 16 attori e la band dal vivo, diretta da Gianluca Sambataro, racconteranno di una visita inaspettata ricevuta da un boss della malavita da parte di una vecchia conoscenza, una donna alla quale lui rovinò la vita e che, ora,avendo su di lui potere di vita o di morte, gli comunica la sua imminente esecuzione. Quanto sarà potente la forza del perdono? In attesa di scoprirlo, da stasera al Teatro Delfino di Milano, abbiamo incontrato la regista, Marisa del Pasqua che, dopo oltre 20 anni di esperienza nel teatro di prosa e nel musical di importazione, dopo il successo di “Rosa Salmone S.p.a.” torna in scena, insieme al marito, Maurizio Desinan, per sorprendere e “non lasciare indifferenti”.

“Settanta volte sette” è un musical unico nel suo genere dove il filo conduttore è il perdono. Come mai questa scelta?

Quello del perdono è un tema che ci sta davvero tanto a cuore e per raccontarlo abbiamo dato vita a uno musical emozionale e emozionante. Il perdono smuove dentro anche quando viene trattato con la leggerezza di uno spettacolo teatrale. Perdonare è così facile che sembra impossibile. È questo. Il perdono vero è quello in cui quando ci si pensa non si sente più rancore, una cosa provata dai fatti, non solo a parole. Si tratta, infatti, di una scelta razionale: se dovessimo scegliere con il cuore non perdoneremmo mai e non sceglieremmo di buttarci alle spalle quello che è stato e andare avanti. Mi auguro ci siano reazioni, anche se negative, da parte del pubblico. Lo stesso rifiuto è un risultato: significa che, nello spettatore, è successo qualcosa.

“Settanta volte sette” è, soprattutto, una citazione importante del Vangelo secondo Matteo.

Come nei migliori trailer, è uno spettacolo basato su una storia vera, quella di Paolo di Tarso che, guidando la repressione contro i cristiani, prima della conversione, venne colpito dal gesto di un credente che, prima di morire per lapidazione, lo perdonò. L’episodio fu come un seme gettato sulla vita dell’ uomo che poi sposò la fede cristiana. È stata questa storia ad ispirare la stesura del musical che ha una trama complessa dove i flash back del passato si confrontano con il presente.

Raccontiamo i dietro le quinte?

Abbiamo incontrato oltre 200 attori per poter selezionare i 16 di “Settanta volte sette” e, insieme, abbiamo lavorato molto sulla recitazione che, a mio parere è un po’ la Cenerentola del musical. Da tanti anni mi reco a New York e Londra dove le tre discipline convivono sullo stesso piano. Vengo dalla prosa e, ahimè, ho il bernoccolo della recitazione (ride, ndr)! Il lavoro che abbiamo fatto con gli attori è stato di grande intensità, con tanti esercizi di improvvisazione e momenti di ascolto collettivo. L’orchestra e il team sono meraviglioso e questo è uno spettacolo che non ci sarebbe stato senza di loro. Il nostro è stato un vero lavoro di gruppo. In scena c’è anche un bambino di 10 anni, interpretato in una serata da mio figlio e nell’altra dal bimbo di mia sorella. Il nostro è un musical fatto con il cuore, senza ansie. Vediamo cosa ne penserà il pubblico.

Le musiche seguono il filo del rock ma con contaminazioni. In che senso?

È un rock melodico che diventa, a un certo punto, gospel. Tutto è declinato in chiave rock sia perché è il filo conduttore della nostra esperienza teatrale sia perché ci piace raccontare una storia moderna. Il tutto con inserti e contaminazioni. Ci sono molti pezzi per pianoforte e voce, flamenco, un tango: tutti brani che seguono la trama e la interpretano. Abbiamo dato alla musica i momenti più emozionanti.

Dello spettacolo ha detto che “nessuno potrà rimanere indifferente” Pensa che il teatro abbia il potere di cambiare le persone, siano esse attori, registi o spettatori?

Uscire dalla sala, non dico trasformati ma con un pensiero un po’ diverso da quello con cui si è entrati, è favoloso. In caso di indifferenza, il teatro non serve a granché il teatro. Lo stesso discorso credo possa valere per il mondo dell’arte. Entrambi servono a farti cambiare dentro. Altrimenti, cosa stiamo a fare?

Da regista, quale spettacolo teatrale sente più suo o vorrebbe aver scritto?

“Next to normal”, un musical nuovo, moderno che parla di bipolarismo. Un piccolo capolavoro. Altro musical per me straordinario, è Billy Elliot. Mi piacciono i drama musical, con le loro storie che appassionano, emozionano e fanno anche ridere, come “Next to normal”, appunto.

Quanto ha capito che la sua vita sarebbe stata nel mondo del teatro?

A sei anni ho deciso. Negli anni della scuola elementare, quando ho visto il palcoscenico per la prima volta, ho detto a me stessa che sarei voluta star lì. Avevo preso la mia decisione. Mi sento una vera privilegiata nel poter fare questo lavoro. E’ la mia vita, non so fare nient’altro.

C’è una frase che la rappresenta?

Con la propria vita, più che parlare, bisognerebbe fare, agire, testimoniare.

Calendario repliche:
Sabato 21 maggio ore 21.00
Domenica 22 maggio ore 16.00
Martedì 24 maggio ore 21.00
Mercoledì 25 maggio ore 21.00
Giovedì 26 maggio ore 21.00
Venerdì 27 maggio ore 21.00
Sabato 28 maggio ore 21.00
Domenica 29 maggio ore 16.00

Mariella Cortès

Redazione Nerospinto

Sito web: www.nerospinto.it Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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